Bitstrips, fenomeno app che ci trasforma in fumetto su Facebook Bitstrips, fenomeno app che ci trasforma in fumetto su Facebook

Bitstrips, fenomeno app che ci trasforma in fumetto su Facebook

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Bitstrips, fenomeno app che ci trasforma in fumetto su Facebook. Bitstrips è un’app che ci trasforma in fumetto. La realizzazione è semplice e carina:... Bitstrips, fenomeno app che ci trasforma in fumetto su Facebook

Bitstrips, fenomeno app che ci trasforma in fumetto su Facebook.

Bitstrips è un’app che ci trasforma in fumetto. La realizzazione è semplice e carina: ci si costruisce un avatar che sia il più possibile somigliante a noi per poi fargli vivere avventure e gag traducibili poi in un programma in una striscia a fumetti.

Bitstrips

Shahan Panth, Vice Presidente di Bitstrips dichiara: “Abbiamo capito prima di altri che i social network hanno bisogno di collegamenti con la vita reale”.

E’ questa la chiave del successo di Bitestripes, la società produttrice e proprietaria della omonima App per smarphone che ha da poco raggiunto oltre 1 milione di installazioni  e sta letteralmente spopolando nelle classifiche dei download. Bitstrips è nata nel 2012 da un gruppo di giovani canadesi che con un investimento approssimativo allo zero ha realizzato una delle più simpatiche e virali applicazioni mobili degli ultimi tempi, un divertente software gratuito sia per iOS, sia per Android.

Il gruppo ha anche disegnato circa 1000 templates. Il fenomeno Bitstrips sta coinvolgendo il Mondo intero, dal Messico alla città di Lima, in Perù, dove in un solo mese l’app è stata scaricata da 400mila persone, passando per Milano.

Negli Stati Uniti, Bitstrips è odiatissimo: non sono pochi i forum in cui gli utenti si lamentano delle difficoltà per disattivarlo e del fastidio per le numerose vignette che compaiono sulle varie bacheche di Facebook.

Il funzionamento è semplice, e nella sua semplicità la geniale applicazione, coniuga il principio degli avatar ed emoticon, con il fascino dei fumetti, uniti alla fantasia degli utenti, facendo nascere delle graphic novel basate sulla vita reale degli utilizzatori.

L’integrazione con Facebook rende il tutto virale, garantendo l’ascesa al successo della startup del team canadese.

Un tempo, quando il mondo della messaggistica istantanea era agli albori, insieme ai primi programmi di realtà virtuale come SecondLife, gli internauti erano soliti nascondersi dietro “maschere digitali”. Ma oggi il paradigma si è capovolto, ci troviamo davanti a una iperesposizione mediatica delle persone, e tra i temi più importanti nelle agende digitali dei governi vi è la e-identity, ovvero come poter “certificare” l’identità digitale delle persone.

Quella di Bitstrips è un’ attività d’intrattenimento e passa tempo, in cui gli utenti si costruiscono un avatar, un fumetto, il più somigliante possibile a sè stessi, per poi inserirlo all’interno di una storia o avventura personalizzabile a partire da scenari pre-realizzati dai fumettisti creatori dell’App.

bitstrip

Il principale divertimento è quello di rappresentare in forma satirica situazioni di vita quotidiana, o creare gag con il coinvolgimento degli amici, oppure simpatiche cartoline per inviti o auguri.

Non sono mancate le polemiche sull’App, soprattutto in America, dove il secondo uso più diffuso è quello dell’attivismo politico e satirico. Si possono trovare simpatiche e irriverenti vignette di Obama che, se da un lato indignano l’opinione pubblica, dall’altra fanno spopolare la mania di diventare vignettisti.

Anche in Italia il fenomeno è in crescita, e come sempre non mancano i malpancisti e gli opinionisti in obbligo di analizzare le motivazioni e le cause del fenomeno, come ad esempio cosa spinge una persona a creare “auto-caricature”.

In questo tempo di crisi economica che investe il paese, viene in mente un famoso aforisma di Decimo Giunio Giovenale, tratto dalle Satire: “Il popolino ormai chiede a gran voce solo due cose: pane e divertimenti.”

Bitstrips è una divertente applicazione per trascorrere qualche momento di ilarità, da condividere con gli amici, ma se ben usato può anche trasformarsi in uno strumento “politico” o di sensibilizzazione, (vedi foto) e ne è stato un esempio l’immagine della giornata mondiale contro l’Aids: keep calm and stop aids.

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