Kaspersky Lab: gli spammer ora puntano a smartphone e tablet Kaspersky Lab: gli spammer ora puntano a smartphone e tablet

Kaspersky Lab: gli spammer ora puntano a smartphone e tablet

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Con la crescente diffusione dei dispositivi mobili, sta iniziando a comparire, all’interno del traffico di posta elettronica globale, lo spamming specificamente indirizzato agli utenti... Kaspersky Lab: gli spammer ora puntano a smartphone e tablet

Con la crescente diffusione dei dispositivi mobili, sta iniziando a comparire, all’interno del traffico di posta elettronica globale, lo spamming specificamente indirizzato agli utenti di smartphone e tablet. Messaggi di spam camuffati sotto forma di notifiche inviate attraverso applicazioni per la mobilità. È una delle principali evidenze che muovono dal rapporto “Lo spam nel primo trimestre del 2014” elaborato dagli esperti di Kaspersky Lab. Per una panoramica delle offerte di mercato per l’accesso a Internet in mobilità da smartphone e tablet, e per un confronto delle stesse, si consiglia di fare riferimento al servizio di comparazione curato dallo staff di SosTariffe.it .

Il primo trimestre del 2014 è stato caratterizzato dai tentativi degli spammer di imitare i messaggi provenienti da applicazioni mobili, in particolare le app per la messaggistica più utilizzate, quali WhatsApp, Viber e Google Hangouts, informa Kaspersky Lab. Finti messaggi che hanno lo scopo di diffondere sia malware che pubblicità innocua. In aumento anche gli attacchi di phishing mirati agli ID Apple, aggiungono gli esperti.

kaspersky lab tablet e smartphone

Numerosi utenti di smartphone e tablet sono soliti sincronizzare i propri contatti e sono abituati al fatto che talvolta i messaggi provenienti dalle applicazioni mobili possono arrivare anche via email. In pochi, però, hanno la consapevolezza che WhatsApp in realtà non è direttamente collegato a un servizio di posta elettronica, evidenzia Kaspersky Lab. «Questa mancanza di cautela, però, potrebbe essere stata costosa considerato che le mail inviate contenevano in allegato il famigerato Backdoor.Win32.Androm.bjkd, la cui funzione principale è quella di rubare i dati personali degli utenti», avvertono gli esperti.

«Recentemente abbiamo assistito ad una crescita del numero di attacchi mirati agli utenti mobile. Questi dispositivi sono diventati popolari anche tra gli utenti che hanno poca dimestichezza con i computer e quindi meno familiarità con la sicurezza informatica. Questo ha favorito gli attacchi da parte di spammer e phisher», dichiara Darya Gudkova, alla guida della divisione Content Analysis & Research Department di Kaspersky Lab.

Come proteggersi? «Gli utenti dovrebbero ricordarsi di non aprire mai le email provenienti da mittenti sconosciuti e soprattutto di non cliccare mai su nessun link contenuto in queste mail. Cliccando su questi link non sicuri l’utente mette a rischio la propria sicurezza indipendentemente dal dispositivo che utilizza, che si tratti di computer o dispositivi mobili», risponde Gudkova.

L’elenco dei Paesi presi di mira dalle email nocive con maggiore frequenza vede gli Stati Uniti d’America al primo posto con una percentuale del 14%, cresciuta di 3,68 punti percentuali rispetto alle precedenti rilevazioni. Seconda piazza per il Regno Unito, con una percentuale del 9,9%, in diminuzione di 2,27 punti percentuali. In terza posizione, la Germania, con una percentuale del 9,6%, in calo di 1,34 punti percentuali.

Quali, invece, i Paesi fonti dello spam? Le prime tre posizioni sono occupate dai medesimi Paesi in vetta alla classifica inerente all’ultimo trimestre del 2013: Cina (-0,34% su base trimestrale); Stati Uniti d’America (+1,23% su base trimestrale), Corea del Sud (-0,91% su base triemstrale).

Con riferimento al phishing, tra i principali obiettivi figurano la posta elettronica e i maggiori motori di ricerca, con una percentuale di attacchi pari al 36,6% del totale. Al secondo posto, invece, i siti di social networking con il 26%, seguiti dagli istituti finanziari e di pagamento elettronico e dalle banche, con il 14,7%.

Il principale obiettivo della maggior parte dei programmi malware distribuiti via email nel primo trimestre del 2014 è stato quello di rubare dati confidenziali, riferisce Kaspersky Lab. Tuttavia, anche i malware in grado di diffondere spam e lanciare attacchi DDoS (Distributed Denial-of-Service) hanno avuto la loro parte di popolarità, aggiungono gli esperti. «I programmi nocivi più popolari oramai sono multifunzionali: possono rubare i dati dal computer della vittima, rendere il computer parte di una botnet o scaricare e installare altri programmi dannosi all’insaputa dell’utente», informa Kaspersky Lab.

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