Rivoluzione per la Riforma del terzo settore, le novità Rivoluzione per la Riforma del terzo settore, le novità

Rivoluzione per la Riforma del terzo settore, le novità

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Rivoluzione per la Riforma del terzo settore, le novità Una riforma snella: sette articoli per ridisegnare il ruolo e il modo di operare del... Rivoluzione per la Riforma del terzo settore, le novità

Rivoluzione per la Riforma del terzo settore, le novità

Una riforma snella: sette articoli per ridisegnare il ruolo e il modo di operare del terzo settore in Italia. Il disegno di legge delega “per lo svolgimento di attività di interesse generale” è stato approvato dal consiglio dei ministri.

Il Consiglio dei Ministri ha discusso sul testo della Legge delega sulla riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio Civile universale.

La riforma dovrebbe essere operante da gennaio 2015.

La proposta di legge era in mattinata in via di ultimazione in base alle linee guida che riguardano anche la disciplina degli enti, le loro attività, trattamento fiscale, servizio civile, il 5 per mille, l’impresa sociale, l’agenzia per il terzo settore.

Rivoluzione per la Riforma del terzo settore, le novità

Sette articoli per ridisegnare il ruolo e il modo di operare del terzo settore. Ecco le principali novità secondo il testo esaminato dal cdm:

BOND SOLIDARIETA’ – Verranno introdotti meccanismi volti alla diffusione dei titoli di solidarieta’ e di altre forme di finanza sociale.

5 PER MILLE STABILE, CAMBIA FISCALITA’ – Il meccanismo del 5 per mille, oggi ancora da finanziare ad ogni legge di stabilità, diventerà permanente. Prevista anche l’introduzione di una tassazione che tenga conto non solo delle finalita’ solidaristiche delle onlus ma anche del “divieto di ripartizione degli utili”. In questo ambito verranno anche riviste tutte le agevolazioni, detrazioni e deduzioni, fiscali che ad oggi riguardano le attivita’ di volontariato.

SERVIZIO CIVILE, ANCHE ALL’ESTERO E FA CURRICULUM – Si riforma anche il servizio civile per il quale si prospetta una “programmazione almeno triennale” dei contingenti di giovani, “anche stranieri”. I ragazzi e le ragazze coinvolti faranno anche esperienze all’estero, dentro o fuori la Ue. Il servizio civile fara’ curriculum sia “nei percorsi di istruzione” che “in ambito lavorativo”.

IMMOBILI NON UTILIZZATI E DELLA CRIMINALITA’ – Per sostenere economicamente gli enti del terzo settore verranno studiate forme per accelerare l’assegnazione, a loro favore, degli immobili pubblici inutilizzati o dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

IMPRESA SOCIALE – Vengono ridisegnate la disciplina delle societa’ che operano in questo settore, con “ampliamento dei settori di attività”, “previsione di forme di remunerazione del capitale sociale”, “possibilità di accedere a forme di raccolta di capitali di rischio”, “introduzione di misure fiscali volte a favorire gli investimenti di capitale nelle imprese sociali”.

REGISTRO UNICO SETTORE – Servirà a favorire “la piena conoscibilità” di quanto fa il terzo settore in tutto il territorio nazionale.

Dai ‘bond solidarietà’ alla stabilizzazione del 5 per mille, dal servizio civile che porterà i giovani ad operare anche all’estero alla nuova ‘impresa sociale’, fino all’obbligo di trasparenza delle associazioni alcune delle novità che verranno introdotte per valorizzare il grande movimento del volontariato in Italia che si adopera su tanti versanti “in attuazione del principio di solidarietà”, come recita l’articolo 1 della bozza della delega.

Una riforma che però non dovrà pesare sui conti dello Stato: “dall’attuazione delle deleghe contenute nel provvedimento – si legge nella Relazione Tecnica – non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Staremo a vedere!

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