Google sconfina nella genetica: molecole, enzimi e genomi per una nuova era della medicina Google sconfina nella genetica: molecole, enzimi e genomi per una nuova era della medicina

Google sconfina nella genetica: molecole, enzimi e genomi per una nuova era della medicina

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Google sconfina nella genetica: molecole, enzimi e genomi per una nuova era della medicina Il progetto «Baseline Study» è il nuovo fantascientifico sguardo di... Google sconfina nella genetica: molecole, enzimi e genomi per una nuova era della medicina

Google sconfina nella genetica: molecole, enzimi e genomi per una nuova era della medicina

Il progetto «Baseline Study» è il nuovo fantascientifico sguardo di Google al futuro con cui analizzerà molecole, enzimi e genomi per una nuova era della genetica.

Si parte con 175 tester per arrivare a migliaia, forse milioni di persone

È il progetto di Google chiamato “Baseline Study” con cui si vuole  rivoluzionare il mondo della genetica raccogliendo le informazioni molecolari degli individui per creare un perfetto quadro del corpo umano, in digitale.

Lo studio, portato avanti dalla Duke University e dalla Stanford University, servirà ad analizzare i pazienti da specifici fattori, tra cui

  • razza,
  • età e luogo in cui si vive,

così da capire perché ci si ammala, risalendo alle cause e cercando di prevenirne le conseguenze.

Google sconfina nella genetica: molecole, enzimi e genomi per una nuova era della medicina

Gli strumenti con cui Google analizzerà i primi 175 volontari sono già disponibili o in procinto di esserlo. Tra questi ci sono le lenti a contatto, in grado di monitorare il livello di glucosio di chi le indossa. Monitorando le attività giornaliere del corpo umano (anche con braccialetti, smartwatch e occhialini), Google potrà usare i dati ricavati per analizzare le informazioni e sviluppare dei modelli, chiamati “biomakers”, che andranno a formare alcune macro-categorie da cui partire per risolvere problemi specifici.

I ricercatori potrebbero lavorare per cercare di individuare il biomarcatore, indebolito o non funzionante, che dovrebbe aiutare le persone a smaltire meglio alcuni cibi grassi, evitando che si incorra in patologie come il colesterolo o altre malattie cardiache. Una volta che “Baseline” avrà rilevato il marcatore, il team potrebbe aiutare le persone della stessa famiglia, o di quelle dove si assiste ad una propensione all’obesità, a modificare il proprio comportamento alimentare e sviluppare un nuovo metodo per smaltire correttamente certi alimenti.

Il progetto “Baseline” è guidato dal dott. Andrew Conrad, che nel 2013 è stato inserito nel team di Google X. Al momento sono circa 100 i ricercatori che assistono Conrad nel suo lavoro, tra cui esperti di fisiologia, biochimica, ottica e biologia molecolare. Tutti hanno lo stesso obiettivo: individuare i cambiamenti all’interno del corpo umano che portano alla morte, evidenziando come la medicina, più che curare, possa rappresentare un valido strumento per la prevenzione.

I 175 tester, e poi tutti gli altri, perderanno un bel po’ della loro privacy “Si tratta di una problematica di cui abbiamo discusso” – ha riferito al Wall Street Journal il dott. Gambhir, che coadiuva il lavoro del dottor Conrad.  “Non sarà consentito a Google condividere liberamente i dati e farne ciò che vuole”. Il problema è che non sappiamo quanto l’azienda di Mountain View seguirà le parole di Gambhir.

Un altro dubbio è quello che da sempre circonda il panorama dei Big Data. Se malintenzionati dovessero accedere a tali informazioni darebbero vita ad un commercio di dati senza fine, un po’ come avviene con i “cracker” (hacker fraudolenti) che rubano le credenziali di accesso ai siti di home banking per poi rivenderle, ma dalle implicazioni decisamente maggiori. Anzi, come è lo stesso dott. Gamblhir a evidenziare, i dati raccolti dal progetto vengono “anonimizzati” poco prima di essere inviati a Google quindi, nella peggiore delle ipotesi, se qualcuno dovesse intercettarli prima del trasferimento potrebbe averli anche in chiaro, completi di riferimenti anagrafici.

La sfida è molteplice ma l’obiettivo che si pone il progetto ha un potenziale rivoluzionario.

Ci riuscirà il grande Google?

  • franco

    26 luglio 2014 #1 Author

    Indubbiamente grandi ed inaspettate potenzialità possono derivare da simili studi : la ricerca di immortalità trasferendo tutti i dati di un cervello in un computer compresa l’interazione con il mondo esterno, la messa in sicurezza dei cervelli più potenti ( Steve Jobs… ), perchè la morte non ne alteri la forza dei contenuti ecc…, ma si riuscirà a trasferire in un “robot” la forza delle sensazioni, la bellezza delle emozioni, l’amore, il vissuto, la speranza di futuro , tutto quello che caratterizza l’uomo conosciuto,insomma! Io credo che l’attesa è grande e tutti vorremmo che succedesse qualcosa, ma secondo me chi ci ha buttato su questo pianeta ne sa ancora molto, ma molto più di noi e pertanto non ci resta che soffrire.Ciao.

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