Videogame in streaming, Console addio Videogame in streaming, Console addio

Videogame in streaming, Console addio

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Videogame in streaming Console addio Dopo la musica i film e la tv, i libri, ora il mondo del cloud e dello streaming travolge... Videogame in streaming, Console addio

Videogame in streaming Console addio

Dopo la musica i film e la tv, i libri, ora il mondo del cloud e dello streaming travolge il mercato per ora intatto dei videogame.

Dal 31 luglio negli Stati Uniti e in Canada, e nel 2015 anche in Europa e Giappone, sarà possibile giocare ai videogame per console senza più bisogno di possederne una: senza più bisogno di comprare un gioco.

E non si tratta di app per smartphone, o della possibilità di giocare in streaming game del passato, ma di titoli di ultima ed ultimissima generazione.

L’esperimento è di Sony, che da fine luglio comincia a trasferire sulle nuvole, nel cloud, per poter accedervi a distanza i suoi preziosi games.

In futuro pagando un abbonamento, si potrà mettere in pausa il videogame che si sta giocando sul pc, uscire di casa e riprenderlo su tablet mentre si è in metropolitana e dopo il lavoro continuare nel soggiorno di un amico sulla sua smart tv.

E’ lo stesso gioco con la stessa qualità grafica, solo che viene sfruttato in streaming e sarà nostro fintanto che pagheremo un abbonamento o il suo affitto.

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Shuhei Yoshida, il capo degli studi di sviluppo della Sony dichiara che “Stiamo lavorando esattamente a questo scenario. Per ora il servizio è accessibile da Ps3, Ps4 e Ps Vita. Ed è possibile giocare senza bisogno di una console attraverso i tv Bravia della Sony. Ma in futuro anche usando apparecchi di altre marche che avranno i giusti requisiti tecnici, sottoscrivendo il servizio PlayStation Now. Partiremo con circa 100 titoli usciti su PlayStation 3 e nel prossimo futuro aggiungeremo quelli per PlayStation 4 come per le altre nostre console uscite in precedenza”.

Qualcosa come Spotify per la musica o Netflix per cinema e tv. Stavolta però parliamo di un medium interattivo. Significa la connessione che collega l’utente ai server, fissa oggi e domani mobile, deve essere molto veloce. Deve avere una larghezza sufficiente per trasmettere una molte impressionate di dati e una latenza bassa perché deve ricevere i segnali che arrivano dal joypad tenuto dal giocatore in una frazione di secondo così da non rovinare l’esperienza di gioco.

Con lo streaming il suicidio delle console è solo apparente. La Dfc Intelligence, alcuni mesi fa, aveva fatto una sua valutazione. L’ennesima, va sottolineato per dovere di cronaca, di un mercato che di volta in volta viene rappresentato con cifre diverse e distanti. In questo caso si è parlato di un giro di affari da 80 miliardi di dollari e di circa 270 milioni di giocatori legati alle console. Ma il bacino potenziale, coloro che giocano in varia forma anche e soprattutto su pc e dispositivi mobili, è di un miliardo e 400 milioni. Ed è a loro che si rivolge il cloud gaming. Supera le console perché le console non riusciranno mai a diventare davvero di massa. Costano, occupano spazio in soggiorno, richiedono la decisione di investire soldi e tempo per questo tipo di intrattenimento. Ma se si offre un servizio di abbonamento, se si da la possibilità di provare l’ultimo Grand Theft Auto semplicemente pagando una manciata di euro al mese, allora è possibile che quello stesso gioco vada ben oltre i record raggiunti. Parliamo di 11 milioni di copie vendute in 24 ore che potrebbero moltiplicarsi per due, tre o quattro volte. Non solo. I videogame tradizionalmente hanno una vita commerciale nei negozi che nelle maggior parte dei casi è brevissima. Vanno ad ondate, o a fiammate se si preferisce, durano due o tre mesi sugli scaffali per poi sparire e diventare irreperibili. Lo streaming potrebbe recuperare un catalogo immenso caduto nell’oblio e permettere allo stesso tempo nuovi modelli di business.

“Suona bene, ma non so quanto sia una strada realmente percorribile oggi”, sostiene una voce interna alla Rockstar, la casa di Gta. “Ci sono molti problemi tecnici da superare e un modello di business che non è detto funzioni”. In pratica diversi editori, che hanno accordi precisi con le catene di negozi, potrebbero non gradire la mossa di Sony. Insomma, quella di Yoshida sarebbe più una mossa promozionale che un vero passo in avanti. Eppure, promozionale o meno che sia, si tratta di una strada che ormai sembra obbligata.

Alla Ubisoft, per il loro Just Dance, videogame di ballo che ha venduto oltre 50 milioni di copie, hanno avuto un’idea simile. Just Dance Now, che uscirà a fine anno, non prevede più l’uso delle console. Basterà una smart tv o un tablet sul quale scaricare l’app, app che andrà istallata anche sul proprio smartphone. Il server, dal cloud, invierà alla smart tv o al tablet i video musicali e un codice di quattro numeri da inserire nell’app sul telefono. Quest’ultimo andrà tenuto in mano, come fosse il controller della Wii, trasformandosi in un sensore di movimento. Il risultato? Che a quella coreografia potranno partecipare anche 20 mila persone contemporaneamente gestite a distanza e via app dai server della Ubisoft.

Altra magia del cloud gaming.

“Perché fermarsi al pubblico delle console?”, si chiede Jason Altman, il produttore del gioco. “Lì fuori di smartphone ce ne sono molti, molti di più”.

Che ne dite?

Noi pensiamo sia l’era di un nuovo business!

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