Tasse schiacciano Italia: nel 2013 record mondiale della pressione fiscale Tasse schiacciano Italia: nel 2013 record mondiale della pressione fiscale

Tasse schiacciano Italia: nel 2013 record mondiale della pressione fiscale

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Tasse schiacciano Italia: nel 2013 record mondiale della pressione fiscale Italia al primo posto della classifica Ocse per il carico fiscale, al 53,2% del... Tasse schiacciano Italia: nel 2013 record mondiale della pressione fiscale

Tasse schiacciano Italia: nel 2013 record mondiale della pressione fiscale

Italia al primo posto della classifica Ocse per il carico fiscale, al 53,2% del Pil se si esclude la quota di economia sommersa (che è pari al 17,3% del Prodotto interno lordo).

Sono i dati rilevati da Confcommercio.

La confederazione delle imprese, inoltre, ribassa la stima sul Pil 2014 a + 0,3% contro il +0,5 previsto a settembre.

A pesare è il peggior andamento degli investimenti (-0,9% contro il -0,3 stimato a settembre) mentre i consumi dovrebbero migliorare a +0,2 rispetto al +0,1% previsto in precedenza.

Secondo le rilevazioni della Confcommercio, i nuovi criteri di calcolo del Pil introdotti dall’Ue comporteranno un calo del deficit dal 2,6% al 2,5%, liberando dunque 1,68 miliardi di risorse, pari a 250-300 euro a testa per ciascun italiano.

Un record mondiale ben poco invidiabile quello della pressione fiscale effettiva.

Italiani «pagatori di troppe tasse» accusa l’associazione dei commercianti il cui presidente Carlo Sangalli vede nella pressione fiscale «la mortificazione della crescita».

Tasse schiacciano Italia: tasse: nel 2013 record mondiale della pressione fiscale

Per i consumi la curva è in crescita grazie all’effetto “bonus 80 euro”, anche se appena di un decimo di punto.

A fine 2014 per i commercianti la spesa delle famiglie misurerà +0,2%.

Nel 2015, sempre secondo la Confcommercio, il Pil crescerà dello 0,9% mentre i consumi si attesteranno allo 0,7%.

Attenzione però al rischio sfiducia che potrebbe innescare “revisioni al ribasso” e allerta a ciò che per Sangalli è un «passaggio ineludibile: tagliare le tasse per favorire la crescita. È la premessa a qualsiasi azione che possa ricostituire il potere d’acquisto delle famiglie». Perchè se non cresciamo, ha avvertito il numero 1 della Confcommercio durante un convegno dedicato a fiscalità e crescita, «non solo i problemi non si risolvono ma si acuiscono. E non si può escludere che a ottobre sarà necessaria come taluni già sostengono, una manovra correttiva».

Nessuna manovra bis, frena il viceministro all’Economia Enrico Morando il quale però conferma il poco eccellente primato italiano sulla pressione fiscale su lavoro e imprese in ambito Ocse.

«Se il pil nazionale cala il doppio rispetto a quello di altri Paesi significa che ci sono problemi strutturali che non dipendono dalla simpatia del presidente del Consiglio di turno» ha aggiunto il viceministro commentando un passaggio dell’analisi dell’Ufficio studi dalla quale emerge che dal 1996 al 2013 i Paesi che hanno maggiormente tagliato i tributi sono quelli che hanno registrato i maggiori tassi di crescita.

È il caso di Germania e Svezia, dentro e fuori dall’euro, che hanno ridotto dal 2000 a oggi rispettivamente del 6 e del 14% la pressione fiscale incassando livelli di crescita del 15 e del 21%. «Non è un caso» chiosa Sangalli.

Il direttore delle Entrate Rossella Orlando confermando tra le priorità il contrasto all’evasione fiscale, l’Agenzia ha sì accelerato la procedura dei rimborsi Iva perchè «sono carne viva» ma differenziando tra tipologie di contribuenti. Nel caso di «imprese normali, virtuose» che non presentano situazioni anomale «cerchiamo di dare i rimborsi Iva in tempi brevi». Più controllo – ha puntualizzato – per quelle imprese dal pedigree non immacolato, con sospetti di frode e che presentino situazioni anomale.

In un quadro poco rassicurante un segnale positivo arriva dai nuovi criteri di calcolo internazionale del Pil che prevedono l’inclusione dei redditi derivanti dalle attività illegali, quelli da prostituzione, traffico di stupefacenti, contrabbando.

Qui l’Italia si troverà a disposizione un bel gruzzolo di maggiori risposte, circa 1,7 miliardi di euro (1,68 mld), dice l’ufficio studi della Confcommercio. A livello europeo, il pacchetto sarà ancora più ricco e sfiorerà i 22 miliardi (21,9 mld).

Che ne dite?

  • angelo

    30 luglio 2014 #1 Author

    e` normale che l`italia non crescera mai con questa pressione fiscale,in questi giorni parlando con un piccolo imprenditore mi ha detto che sta aprendo una societa` in lussemburgo. e come lui chissa` quanti altri lo staranno facendo o l`hanno gia`fatto,mentre i nostri politici si azzuffano per le poltrone gli italiani stanno affondando,e mentre renzi dichiarava 25 mila nuovi posti di lavoro al sud Nappi (assessore al lavoro della regione campania)ricevendo una delegazione di disoccupati dei bros si rimangiava tutto deludento di nuovo i senza lavoro,bravo finocchio di un caldoro.

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