Autonomia assoluta con la batteria al Grafene rivoluzione nel mondo degli smartphone e delle auto elettriche Autonomia assoluta con la batteria al Grafene rivoluzione nel mondo degli smartphone e delle auto elettriche

Autonomia assoluta con la batteria al Grafene rivoluzione nel mondo degli smartphone e delle auto elettriche

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Autonomia assoluta con la batteria al Grafene rivoluzione nel mondo degli smartphone e delle auto elettriche Possiamo dire che oggi alla ribalta arriva una novità... Autonomia assoluta con la batteria al Grafene rivoluzione nel mondo degli smartphone e delle auto elettriche

Autonomia assoluta con la batteria al Grafene rivoluzione nel mondo degli smartphone e delle auto elettriche

Possiamo dire che oggi alla ribalta arriva una novità che potrebbe rivoluzionare il mondo della tecnologia.

Di cosa stiamo parlando?

Della batteria al grafene.

Andiamo con ordine.

Il grafene è una scoperta realizzata 10 anni fa da due ricercatori russi e con la quale nel 2016 hanno vinto il premio nobel.

Il grafene è un foglio a due dimensioni che ha lo spessore di un atomo di carbonio.

Autonomia assoluta con la batteria al Grafene rivoluzione nel mondo degli smartphone e delle auto elettriche

Le sue caratteristiche sono speciali perché è flessibile, impermeabile ed è un conduttore elettrico, grazie a queste proprietà che tutte insieme in un materiale non si sono mai viste che, a Genova, è stata creata una batteria al grafene che assicura una validità migliore del 25% a confronto con la classica batteria al litio.

La ricerca italiana ha dunque dato il suo notevolissimo contributo a questa scoperta russa infatti, in Italia si è pensato di mettere al posto della grafite che solitamente e fino ad ora veniva usata per l’anodo della classica batteria al litio, il grafene che avendo come caratteristica la flessibilità si è riusciti a usarlo per ricoprire interamente l’elettrodo della batteria, basti pensare che con un solo grammo può rivestire 2.600 metri quadrati.

La batteria al grafene  ha una potenza maggiore del 25% che può essere sfruttata per il mondo della tecnologia in generale che darà un impulso nuovo al mondo della produzione elettrica e società come Bluecar e Enel già gli hanno messo gli “occhi addosso”.

Questa scoperta rivoluzionaria che sarà annunciata anche da «Nano Letters», massimo esponente nel mondo della nanotecnologie e dell’elettrochimica avrà il merito di cambiare il mondo, tanto per dirne una, case produttrici del calibro di Nokia e Samsung sono già al lavoro per creare i cellulari con il grafene in modo da piegarli dopo l’uso grazie alla flessibilità estrema del materiale scoperto perché, appunto il grafene, può subire una torsione addirittura del 40%.

E allora anche la Head si è mostrata interessata a questo nuovissimo materiale e sta già pensando di usarlo per inserirlo nel manico delle racchette da tennis.
L’ uso decisamente più importante sarebbe quello delle auto elettriche.

Perché se oggi il grosso handicap è la relativa autonomia che hanno le auto elettriche (sei/otto ore) insufficiente per affrontare viaggi lunghi , questo problema potrebbe finalmente essere risolto.

E alloro entra in campo il grafene che «in prospettiva apre la strada allo sviluppo di batterie che si potrebbero ricaricare nell’arco di minuti, non ore».

Dunque un utilizzo più semplice se basta una ricarica di pochi minuti e poi si è di nuovo su strada.

Una scoperta che fino a qualche tempo fa era inimmaginabile e che creava un grosso imbarazzo al mondo delle auto elettriche perchè efficienti si, non inquinanti ancora meglio, ma scarsamente utilizzabili.

Ora non più grazie a questa scoperta russa messa a punto da ricercatori italiani, e questo contributo chiaramente ci inorgoglisce!

Con il grafene, un uso delle auto elettriche molto più duraturo.

Ok, ma qual è il punto negativo?

La produzione attuale è realizzata a Genova, infatti, i ricercatori dell’Iit per il momento si occupano di auto prodursi per una quantità che oscilla sui due litri al mese.

Il prezzo di un centinaio di millilitri è di, più o meno, 400 euro.

Non proprio economico, ma insomma, se si metterà ad hoc il tutto potrebbe essere davvero il futuro dell’autonomia.

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