La fuga dei cervelli fa bene all’Italia, se poi ritornano La fuga dei cervelli fa bene all’Italia, se poi ritornano

La fuga dei cervelli fa bene all’Italia, se poi ritornano

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La fuga dei cervelli fa bene all’Italia, se poi ritornano Federico Faggin, 76 anni, fisico vicentino emigrato a Silicon Valley negli anni 70, inventore... La fuga dei cervelli fa bene all’Italia, se poi ritornano

La fuga dei cervelli fa bene all’Italia, se poi ritornano

Federico Faggin, 76 anni, fisico vicentino emigrato a Silicon Valley negli anni 70, inventore del microchip e del sistema touch, tra i padri della rivoluzione informatica, ospite questo pomeriggio a Brescia alla seconda edizione dell’“Adriano Olivetti Day”, organizzato da Superpartes Innovation Campus alla facoltà di Ingegneria della Statale di Brescia ha parlato in modo molto chiaro: «Lasciamo che i cervelli fuggano dall’Italia e vadano a imparare dove più possono le cose che in Italia non possono imparare. Solo così potranno tornare e restituire al nostro sistema la spinta innovativa indispensabile ».

La fuga dei cervelli fa bene all’Italia, se poi ritornano

Faggin, prosegue dicendo che : «Oltre mezzo milione di cinesi, manager, scienziati, tecnici, veri cervelli in fuga, sono rientrati in patria richiamati a condizioni equivalenti di quanto avevano all’estero, per fare decollare il loro paese e i risultati si sono visti. Perciò dico che se l’Italia vuole riportare in patria i suoi giovani talenti all’estero dovrebbe prima di tutto preoccuparsi di creare le condizioni: solo così si potrebbe fare ripartire il paese». E ancora:«Negli Usa ogni anno 25-30 miliardi di dollari vengono dal venture capital e il 40% finisce come investimento nella Silicon Salley e solo così si crea l’ecosistema favorevole allo sviluppo che in Italia manca».

Federico Faggin che ha in tasca il più prestigioso riconoscimento Usa consegnatogli tre anni fa personalmente da Barack Obama, prototipo italiano del cervello in fuga e celebre in tutto il mondo, ha fatto il tutto esaurito e di fronte a quasi mille persone, la maggioranza giovani studenti, riunite nell’aula magna dell’ateneo bresciano, ha dialogato col presidente di Superpartes Spa, Gianfausto Ferrari, e con l’ad, Marino Piotti, delineando scenari e prospettive sul prossimo futuro delle tecnologie digitali.

Il tema e titolo dell’incontro era “Ricostruiamo il Paese” (nella foto Faggin con il presidente di Superpartes Gianfausto Ferrari).

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