Facebook per trovare lavoro e far ripartire lo Sviluppo economico Facebook per trovare lavoro e far ripartire lo Sviluppo economico

Facebook per trovare lavoro e far ripartire lo Sviluppo economico

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Facebook per trovare lavoro e far ripartire lo Sviluppo economico L’evento ufficiale organizzato da Facebook a Roma, il primo, ha scelto la sala degli Arazzi... Facebook per trovare lavoro e far ripartire lo Sviluppo economico

Facebook per trovare lavoro e far ripartire lo Sviluppo economico

L’evento ufficiale organizzato da Facebook a Roma, il primo, ha scelto la sala degli Arazzi del ministero dello Sviluppo economico per parlare dell’impatto economico della piattaforma in Italia e delle occasioni di lavoro derivate dall’utilizzo del social network, anche quelle generate indirettamente.

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“In Italia questo impatto economico è dell’ordine di 6 miliardi di dollari”, ha detto Luca Colombo, Ad di Facebook in Italia, che ha commentato in particolare i dati relativi al nostro Paese in base ad un documento con dati globali sul fenomeno.

A gennaio, Facebook ha commissionato all’agenzia di revisione Deloitte una ricerca sull’impatto economico del social network nelle varie aree geografiche.

Il risultato è un rapporto che analizza le attività economiche potenziate da Facebook che, “connettendo persone e affari, abbatte le barriere che ostacolano il marketing e stimola l’innovazione”, recita l’introduzione (una sintesi del rapporto Deloitte-Facebook nella fotogallery). Opportunità indotte Facebook conta ormai su quasi 1,4 miliardi di utenti nel mondo ed è un catalizzatore per attività economiche negli ecosistemi che comprendono marketing, sviluppatori di applicazioni e provider di rete. Gli Stati Uniti sono il principale polo d’attrazione di questo impatto economico, per 100 miliardi di dollari. Gli alti tassi di ‘engagement’ del social network garantiscono un impatto economico di 21 miliardi di dollari in America centrale e del sud, mentre l’area Emea, che comprende l’Italia, ha generato 67 miliardi di dollari di impatto economico nella regione.

Ci sono differenze tra le opportunità di business generate in altri Paesi rispetto all’Italia.

“Negli Stati Uniti”, ha detto Colombo, “ è pratica comune anche fare le donazioni di organi con una dichiarazione online, mentre il pulsante ‘Safety check’, con cui un utente fa sapere che sta bene mentre si trova in una situazione di emergenza (nato all’indomani dello tsunami del 2011, ndr) viene ormai largamente utilizzato in Giappone”.

I numeri potenziali per fare affari grazie a Facebook sono imponenti: “Ogni giorno 900 milioni di persone nel mondo accedono al social network. In Italia vi accedono 20 milioni di persone al giorno, di cui 17 milioni su mobile”, ha osservato l’Ad. Un dato molto interessante anche secondo un’altra analisi, quella dell’esperto di social network Vincenzo Cosenza: “Una crescita notevole se si considera che i mobile user erano rispettivamente 15 milioni e 10 milioni un anno fa. Sembra proprio che Zuckerberg sia riuscito ad imporre l’utilizzo da mobile, dopo aver ridisegnato l’app in base ai consigli e all’esperienza del team di Instagram”.

I settori dove Facebook ha generato più interazioni sociali sono anche occasioni di business, basti pensare alla sharing economy. La creazione di nuovi posti di lavoro è possibile soprattutto grazie allo sviluppo di app per la piattaforma, ma il business cresce anche nelle vendite di device e nel traffico telefonico generato. Un indotto stimato in 6 miliardi di dollari solo in Italia, provenienti soprattutto dal marketing, e in linea con i numeri di Germania e Francia

Dopo la presentazione dell’Ad di Facebook Italia, c’è stato il dibattito in sala sulle nuove opportunità che si prospettano per le piccole e medie imprese del ‘Made in Italy’, con le testimonianze dei ‘casi virtuosi’ rappresentati da Mattia Fiorin, Cio di Fiorin Arredamenti e di Fabio Lalli, fondatore e Ceo di Iquii. Interventi anche di Alessandro Micheli, presidente di Confcommercio giovani e di Francesco Sacco, professore alla Sda Bocconi. Presenti anche Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera e Marco Simoni, consigliere economico del premier Matteo Renzi.

In chiusura, il saluto del ministro Federica Guidi: “I dati della ricerca – è stato il commento del Ministro dello Sviluppo economico – confermano la validità dell’impegno del Mise a favore dei processi di internazionalizzazione e di innovazione delle Pmi, ossatura portante di tutto il sistema-Paese. I dati emersi dal convegno confermano che l’utilizzo dei social media contribuisce a migliorare produttività e a creare nuovi posti di lavoro. Gli oltre 10.000 nuovi occupati nelle Pmi rappresentano un elemento di assoluto rilievo per un Paese con l’Italia dove la disoccupazione giovanile è fattore di grande preoccupazione”.

Il social quindi utile non solo per il relax ma anche per la crescita professionale ed economica…

Chi lo avrebbe mai detto eh?

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