Smartphone, gli scienziati al lavoro per risolvere il problema batteria Smartphone, gli scienziati al lavoro per risolvere il problema batteria

Smartphone, gli scienziati al lavoro per risolvere il problema batteria

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I nostri smartphone sono sempre più complessi e con funzionalità sempre più all’avanguardia, ma finora neppure le case produttrici più famose al mondo sono... Smartphone, gli scienziati al lavoro per risolvere il problema batteria

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I nostri smartphone sono sempre più complessi e con funzionalità sempre più all’avanguardia, ma finora neppure le case produttrici più famose al mondo sono riuscite a risolvere il problema più impellente per tutti i possessori di un device mobile: riuscire ad arrivare a sera senza che la batteria si azzeri in men che non si dica.

La soluzione potrebbe arrivare dal progetto a cui stanno lavorando un gruppo dì ricercatori dell’università della Pennsylvania, al quale partecipa la Samsung, i cui primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Advanced Energy Materials.

L’idea dei ricercatori è quella di riuscire a immagazzinare l’energia dei movimenti ‘lenti’, come lo spostamento delle dita sullo schermo, che finora sfugge completamente ai dispositivi di riciclo installati anche su alcuni smartphone. La tecnologia è stata ribattezzata a “diodi ionici” e riesce a trasformare in corrente elettrica pressioni delicate e costanti.

Sviluppata su scale più grandi, aggiungono gli autori, la tecnologia a diodi ionici potrebbe anche trasformare le onde del mare in energia elettrica con un’efficienza molto più alta dei sistemi usati oggi.

Un altro team di ricercatori di ingegneria della Michigan State University (Usa) ha invece trovato un nuovo modo per catturare energia dal movimento umano, usando un device sottilissimo, simile a una pellicola, che in realtà può essere ripiegato per creare ancora più potenza.

Un gioiello nanotech low cost – si chiama ‘nanogeneratore’ – con cui gli scienziati sono riusciti a far funzionare uno schermo a cristalli liquidi touchscreen, una ‘banca’ di 20 luci Led e una tastiera flessibile, il tutto con un semplice tocco, un piccolo movimento pressorio, e senza l’ausilio di una batteria.

“Quello che prevedo è che relativamente presto non avremo più bisogno per esempio di ricaricare il cellulare per una settimana intera perché l’energia sarà prodotta dal movimento”, preconizza l’esperto, la cui ricerca è finanziata dalla National Science Foundation.

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