Vodafone, nuova multa per pratiche scorrette Vodafone, nuova multa per pratiche scorrette

Vodafone, nuova multa per pratiche scorrette

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Se da un lato gli operatori di telefonia mobile operanti sul nostro territorio cercano di offrire alla propria utenza un’esperienza d’uso quanto più completa... Vodafone, nuova multa per pratiche scorrette

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Se da un lato gli operatori di telefonia mobile operanti sul nostro territorio cercano di offrire alla propria utenza un’esperienza d’uso quanto più completa e soddisfacente possibile, c’è comunque da notare che negli ultimi anni vengono sovente sanzionati per aver messo in atto pratiche di commercio scorrette.

L’ultimo, ma solo in ordine di tempo, ad essere multato, è stato Vodafone: il gigante della telefonia ha ricevuto una pesante multa di 1 milione di euro dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) per la rimodulazione tariffaria che ha portato a 28 giorni i rinnovi a fronte dei precedenti 30 giorni.

L’accusa è di pratiche commerciali scorrette. Le pratiche sono state poste in essere nei confronti di specifici target di utenti: da un lato, i sottoscrittori di offerte di telefonia mobile voce e/o dati in abbonamento abbinate alla vendita a rate di prodotti ; dall’altro, i clienti di opzioni per la telefonia fissa rispetto alle quali è prevista una facilitazione sul costo di attivazione nonché di offerte Dual Pay per le quali è previsto un corrispettivo in caso di recesso anticipato.

Le pratiche commerciali di Vodafone Italia sono state ritenute aggressive per il semplice fatto che sono “non idonee a limitare la libertà di scelta rispetto all’esercizio del diritto di recesso dal contratto da parte di quei consumatori che non intendevano accettare le modifiche predisposte unilateralmente dalla società”.

L’Autorità ha rilevato che l’imposizione unilaterale del passaggio da 30 a 28 giorni del periodo di rinnovo ha comportato un aggravio economico per tutti i clienti.

  • Gibbo

    8 gennaio 2017 #1 Author

    Per eliminare il problema basta passare ad altri operatori, non dello stesso tipo. Mi riferisco a Erg mobile, Coopvoce, Tiscali, etc. E’ vero che questi si appoggiano alle reti degli operatori principali, ma non dovrebbero crearsi disservizi.
    Come al solito lo stato italiano non tutela i propri cittadini, anzi multa gli operatori scorretti ed i soldi vanno nelle tasche dello stato stesso anzichè essere utilizzati per risarcire i clienti. Quindi lo stato italiano è complice, come sempre, dopotutto.

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