Wikileaks, la CIA spia tutti noi Wikileaks, la CIA spia tutti noi

Wikileaks, la CIA spia tutti noi

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Lungi dal voler essere allarmisti, certamente la notizia che sta rimbalzando nelle ultime ore su tutte le testate giornalistiche del mondo non è certamente di poco conto, ed apre nuovi ed inquietanti interrogativi sul senso che oggi ha parlare di privacy.

Vault 7 è il nome che Wikileaks ha dato ad un dossier molto particolare, reso pubblico nelle ultime ore e destinato a creare un bel po’ di scompiglio non solo alla CIA – e conseguentemente fra i vertici del governo USA – ma anche a minare ulteriormente la fiducia che molti cittadini ripongono in parte delle istituzioni governative USA

In pratica, il sito fondato da Julian Assange ha pubblicato una prima tranche di 8.761 documenti – datati tra il 2013 e il 2016 – che rivelano le tecniche e gli strumenti informatici utilizzati dall’agenzia per condurre le sue operazioni di sorveglianza.

Stando al materiale ottenuto da Wikileaks, la cui autenticità per il momento non è stata ancora confermata, i software in possesso della Cia permetterebbero perfino di utilizzare smartphone e televisioni di ultima generazione, anche se spenti, per ascoltare e registrare le conversioni dei soggetti sotto sorveglianza; ad essere colpite sarebbero anche le app criptate di messagistica come WhatsApp, Signal, Telegram e Confide.

La fonte sembra essere un membro della Cia stessa, che secondo Wikileaks ha agito mossa dal “desiderio di aprire un dibattito pubblico sulla legittimità di queste operazioni”, nella convinzione che ci sia bisogno di un maggiore controllo per queste nuove armi cibernetiche.

Secondo quanto ricostruiscono Assange e il suo staff, “i file provengono da una rete isolata e altamente sicura situata all’interno del centro di Cyber intelligence di Langley, in Virginia”, dove ha sede la Cia e “pare che l’archivio circolasse tra gli hacker e i contractor del governo americano in modo non autorizzato, una di queste fonti ne ha fornito alcune parti a WikiLeaks”.

Una situazione che potrebbe mettere in difficoltà Donald Trump, che si appresta il prossimo 14 marzo ad accogliere alla Casa Bianca Angela Merkel. I cui rapporti con Barack Obama si incrinarono proprio per motivi di spionaggio, dopo che il datagate svelò come la Nsa controllava i telefoni della cancelliera tedesca e di altri leader alleati.

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