Wifi pubblico, gli italiani lo amano ma non considerano i rischi Wifi pubblico, gli italiani lo amano ma non considerano i rischi

Wifi pubblico, gli italiani lo amano ma non considerano i rischi

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Nonostante la maggior parte di noi ha in casa una rete wi-fi, in varie città d’Italia è possibile navigare in rete, soprattutto in certi... Wifi pubblico, gli italiani lo amano ma non considerano i rischi

Nonostante la maggior parte di noi ha in casa una rete wi-fi, in varie città d’Italia è possibile navigare in rete, soprattutto in certi punti strategici della mappa urbana, come le piazze, i centri storici o i centri di aggregazione come i palazzetti, i giardini e i parchi pubblici, collegandosi gratuitamente ad una rete pubblica.

Lo stesso Facebook da poco ha implementato una funzionalità, con cui mostra le reti libere nei dintorni, permettendo quindi di collegarsi senza intaccare la propria connessione dati.

Ma quanto è sicuro connettersi alle rete aperte ed in special modo a quelle pubbliche?

Il servizio di WiFi pubblico è ormai disponibile ovunque, con grandi vantaggi per turisti e viaggiatori che hanno bisogno di banda per accedere ai propri servizi, ma secondo una indagine Norton by Symantec la realtà è che non si ha reale cognizione dei rischi che si corrono.

Gli italiani ripongono poca attenzione alla sicurezza dei propri dati online, ancora di meno se hanno la possibilità di collegarsi senza spendere un centesimo, usando reti Wi-Fi pubbliche e gratuite.

Nello specifico, l’irresistibile canto delle sirene della navigazione dati gratuita rischia tuttavia di spingere molti utenti a trascurare le necessarie precauzioni, anche quando si tratta di preservare i propri segreti in versione digitale: dalla password del conto bancario alle abitudini di navigazione, gli utenti condividono e fanno praticamente di tutto sulle reti Wi-Fi pubbliche.

“C’è una differenza abissale tra ciò che la gente pensa sia al sicuro o possa rimanere privato quando si utilizza una rete Wi-Fi pubblica e la realtà dei fatti” ha detto Ida Setti, Territory Leader, South Med Region, Norton. “Ciò che si pensa essere al sicuro sui dispositivi personali potrebbe invece essere facilmente accessibile agli hacker da reti Wi-Fi non protette o anche tramite app che presentino delle vulnerabilità”.

Il report è prezioso poiché fotografa una situazione nota, ma non sempre metabolizzata: spesso ci si collega al Wifi all’insaputa del titolare di un locale, oppure trovando la password, ma tenendo comunque comportamenti che non fanno nulla per cercare garanzie di sicurezza.

La maggior parte dei collegamenti avviene in albergo o in una casa vacanze (35%), in bar e ristoranti (33%), al lavoro (28%) o in aeroporto (26%). Ma a prescindere da quale sia il luogo, e a dispetto del forte legame che unisce l’utenza e le reti Wifi pubbliche, la certezza è di una scarsissima conoscenza degli elementi base della sicurezza.

E sebbene la consapevolezza del pericolo sia diffusa, si tratta di un approccio leggero e morbido che non fa scattare le necessarie precauzioni.

Nonostante l’apparente sprezzo del pericolo, la paura di essere messi a nudo è tangibile. Il 33% degli italiani intervistati afferma di essere terrorizzato all’idea che i dettagli del proprio conto corrente o delle informazioni a carattere finanziario possano essere sottratti e resi pubblici online. Uno su cinque (26%) teme che possano essere rivelati i segreti più intimi.

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