Pos, cresce l’uso ma l’obbligo da settembre non convince Pos, cresce l’uso ma l’obbligo da settembre non convince

Pos, cresce l’uso ma l’obbligo da settembre non convince

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I dati parlano chiaro: nel 2016 i Pos – i dispositivi Point of sales necessari per accettare pagamenti via bancomat o carta di credito... Pos, cresce l’uso ma l’obbligo da settembre non convince

I dati parlano chiaro: nel 2016 i Pos – i dispositivi Point of sales necessari per accettare pagamenti via bancomat o carta di credito – installati dalle imprese hanno raggiunto i 2,18 milioni, con un aumento di 235mila unità sull’anno precedente (+12%) e di quasi 800mila (+58%) rispetto al 2011. È quanto emerge da un’analisi condotta da Confesercenti sui sistemi di pagamento a partire dai dati Banca d’Italia.

La loro crescita ha superato, in velocità, persino quella del numero di carte di pagamento personali, che nei cinque anni in esame aumentano del 36,8%, per circa 17,8 milioni di carte abilitate in più. Per lo più si tratta di bancomat: a trainare l’incremento, infatti, sono le carte di debito, che passano dai poco più di 36 milioni del 2011 ai 53,7 del 2016: 17,5 milioni di carte in più (+48,5%).

C’è però una questione spinosa da risolvere proprio riguardo i Pos: le associazioni dei commercianti hanno deciso di scendere in campo dopo le dichiarazioni del viceministro Luigi Casero che ha annunciato l’intenzione, entro settembre, di firmare il decreto che introduce le prime sanzioni (30 euro) per chi rifiuta un pagamento elettronico.

Non si tratta di una novità? ma solo l’attuazione di quanto previsto fin dal 22 dicembre 2015, con la legge di stabilita? 2016.

“La modernizzazione del sistema dei pagamenti del nostro Paese passa anche da una maggiore diffusione della moneta elettronica che non si raggiunge certamente con il sistema sanzionatorio”, ha spiegato Confcommercio in un una nota. “La necessità di agire sulla riduzione delle commissioni applicate dalle banche alle imprese che restano ancora troppo elevate e che, nel caso di pagamenti di piccoli importi, assorbono molto spesso i margini di profitto degli imprenditori”.

I costi – continua l’associazione – incidono ancora in misura eccessiva sia sull’istallazione e la gestione dei Pos che sul denaro che transita.

A livello governativo si sta comunque  pensando anche ad un sistema di sgravi fiscali o incentivi se si utilizza maggiormente la carta di credito/debito per i pagamenti: insomma, pagare in questo modo il professionista di turno, che sia un medico o un tassista, lascia una traccia elettronica e aiuta quindi lo stato contro l’evasione.

Qualcosa di simile è stato fatto in Portogallo e il sistema pare stia funzionando.

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