Paradisi fiscali, Ecofin stila la lista nera Paradisi fiscali, Ecofin stila la lista nera

Paradisi fiscali, Ecofin stila la lista nera

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Per i poveri mortali è un argomento di ben poco interesse, ma per i paperoni del mondo è realtà quotidiana: perché dichiarare tutti i... Paradisi fiscali, Ecofin stila la lista nera

Per i poveri mortali è un argomento di ben poco interesse, ma per i paperoni del mondo è realtà quotidiana: perché dichiarare tutti i propri redditi nel proprio paese, con tutti gli oneri fiscali che ne conseguono, quando si possono portare i propri patrimoni a molti zeri in zone franche?

Ma la pacchia potrebbe presto finire: i ministri delle Finanze dell’Unione Europea hanno infatti deciso di inserire 17 Paesi nella lista nera dei paradisi fiscali.

Paesi “che malgrado 10 mesi di dialogo non hanno preso gli impegni necessari”, ha spiegato il commissario agli Affari economici e alla tassazione, Pierre Moscovici.  Il commissario ha annunciato che l’Ecofin potrebbe adottare “una lista grigia di una quarantina di paesi che hanno preso impegni che andranno verificati”. Secondo Moscovici, ora i governi dell’Unione Europea devono adottare “sanzioni dissuasive perché bisogna mantenere la pressione sui paesi” che eludono il fisco.

Nella lista ci sarebbero Samoa e Samoa americane, Bahrain, Barbados, Grenada, Guam, Corea del Nord, Macao, isole Marshall, Mongolia, Namibia, Palau, Panama, Santa Lucia, Trinidad e Tobago, Tunisia, Emirati Arabi. Ci sono poi 8 Paesi, toccati dagli uragani di quest’anno, che saranno riesaminati a febbraio.

Al momento i ministri, tuttavia, non sono riusciti a mettersi d’accordo su sanzioni finanziarie da prendere a livello comunitario, a causa dell’unanimità necessaria per le decisioni Ue di carattere fiscale.

“E’ una prima tappa significativa”, ha detto Moscovici, “ma la volontà dell’Unione Europea è di lottare contro i paradisi fiscali, tanto che nelle prossime settimane la Commissione farà delle proposte”. Infine, ha assicurato che “non ci sono paradisi fiscali all’interno dell’Unione, ma ci sono delle pratiche da proibire e da combattere”.

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