WhatsApp multato dall’Antitrust per 50 mila euro WhatsApp multato dall’Antitrust per 50 mila euro

WhatsApp multato dall’Antitrust per 50 mila euro

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Una cifra irrisoria, come hanno gridato in molti da più parti, che certamente non metterà in seria difficoltà la società, ma comunque serve a... WhatsApp multato dall’Antitrust per 50 mila euro

Una cifra irrisoria, come hanno gridato in molti da più parti, che certamente non metterà in seria difficoltà la società, ma comunque serve a perseguire il suo scopo: ormai non si può più scherzare con l’informazione, o meglio la mancata informazione, agli utenti.

Nelle scorse ore, l’Antitrust ha multato Whatsapp per 50mila euro per inottemperanza degli obblighi informativi nei confronti degli utenti: lo ha comunicato la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in una nota, in cui ha spiegato di aver preso la decisione in una riunione dello scorso 10 gennaio.

L’Antitrust italiana la scorsa primavera aveva concluso un’istruttoria e reso noto un documento, in cui si diceva che erano state giudicate “vessatorie” le clausole sulla facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della società, sul diritto di recesso stabilito unicamente a vantaggio del professionista, sulle esclusioni e sulle limitazioni di responsabilità e anche sulle interruzioni ingiustificate del servizio.

L’agenzia aveva allora disposto l’obbligo di divulgare il documento da parte dell’app. Divulgazione che però non è avvenuta.

Le clausole, a suo tempo qualificate come vessatorie, riguardano, in particolare: la facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte della società, il diritto di recesso stabilito unicamente a vantaggio del professionista, le esclusioni e le limitazioni di responsabilità a suo favore, le interruzioni ingiustificate del servizio, la scelta del foro competente sulle controversie (ad oggi esclusivamente individuato presso tribunali americani).

“Una multa a dir poco ridicola – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Il fatto che questa sia la sanzione massima che l’Antitrust può erogare in questi casi, dimostra la bontà di quello che andiamo dicendo da anni, ossia che urge un intervento del legislatore per innalzare l’importo delle multe comminabili dalle Authority, in particolare Antitrust e Autorità delle Comunicazioni”.

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