Amazon, il braccialetto proprio non piace qui in Italia Amazon, il braccialetto proprio non piace qui in Italia

Amazon, il braccialetto proprio non piace qui in Italia

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Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire, dato che allo stato attuale è solo un prototipo che potrebbe anche non vedere mai la luce,... Amazon, il braccialetto proprio non piace qui in Italia

Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire, dato che allo stato attuale è solo un prototipo che potrebbe anche non vedere mai la luce, ma si sa che qui in Italia siamo maestri nel creare polemiche per coprire i veri problemi, ed ecco allora che si scomoda persino la politica per fare della morale su un braccialetto che non esiste.

Anche noi, nei giorni scorsi, abbiamo avuto modo di parlare del chiacchieratissimo braccialetto che progettato da un ingegnere di Amazon: Jonathan Cohn è l’inventore del braccialetto a ultrasuoni che sta scatenando reazioni e polemiche in tutto il mondo. È suo il nome registrato come «Inventor» nel documento numero 9,881,276 B2 depositato allo «United States Patent and Trademark Office» degli Stati Uniti.

Da molti già ribattezzato braccialetto-spia, l’oggetto incriminato è in grado di monitorare i movimenti dei lavoratori, ed ha fatto finire Amazon al centro di una vera e propria bufera mediatica senza precedenti.

La bolla esplode dopo l’articolo di Geek Wire che ha reso pubblica l’autorizzazione al brevetto chiesto da Amazon nel 2016 per un dispositivo indossabile, che lasci libere le mani e comunichi con i prodotti stoccati nei magazzini attraverso una tecnologia senza fili. Il braccialetto potrebbe emettere ultrasuoni o vibrare in caso di errore e terrebbe traccia di tutti i movimenti del dipendente. Se, tuttavia, esistesse davvero, perché al momento non è stato ancora costruito.

“Dare impulsi, anche non dolorosi, al lavoratore è una violazione della dignità del corpo, è una soglia che non possiamo oltrepassare”: lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a margine dell’iniziativa di +Europa, a proposito del brevetto di Amazon.

“Ho spiegato loro che gli unici braccialetti che facciamo in questo paese sono quelli che produce la nostra gioielleria. Gli ho spiegato, e loro del resto hanno capito, che una cosa come quella, che non è in uso ma è stata brevettata in Italia non ci sarà mai”, ha aggiunto.

Sulla vicenda interviene anche il candidato premier, Luigi Di Maio: “Se in Italia si possono mettere dispositivi sui lavoratori per controllarli – afferma – è grazie al Job acts e leggo agenzie del Pd che dicono ‘che ne dice Di Maio’. Io sono contro quel provvedimento che permette a aziende anche partecipate dallo Stato di mettere chip nelle scarpe dei lavoratori o i braccialetti controllare i dipendenti. E’ incredibile che il Pd che ha fatto la legge per mettere addosso i trasponder addosso agli esseri umani che adesso critichi Amazon”.

Anche il Garante della privacy è contrario. «È in contrasto con l’ordinamento in materia di protezione dati non solo in Italia ma anche in Europa», ha commentato Antonello Soro.

Ed è così che un braccialetto non ancora realizzato è diventato strumento di propaganda politica: una storia neppure tanto strana in un paese in cui probabilmente non si riuscirà a realizzare una maggioranza di governo abbastanza solida da reggere il paese per più di qualche mese.

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