Facebook lede la privacy dei cittadini belgi? Facebook lede la privacy dei cittadini belgi?

Facebook lede la privacy dei cittadini belgi?

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Ancora una volta si parla di social network e di privacy, e il connubio non sembra mai azzeccato: stavolta ad essere nell’occhio del ciclone... Facebook lede la privacy dei cittadini belgi?

Ancora una volta si parla di social network e di privacy, e il connubio non sembra mai azzeccato: stavolta ad essere nell’occhio del ciclone è Facebook, e a metterlo sotto accusa è il Belgio.

Il social network, infatti, rischia una sanzione pesantissima sino a 100 milioni di euro per la violazione della legge sulla gestione del trattamento dei dati personali dei cittadini belgi. Una corte di un Tribunale del Belgio, all’interno di una causa portata avanti dal Garante della Privacy del Paese, ha emesso una sentenza molto sfavorevole alla società di Mark Zuckerberg.

Questa storia belga nasce dall’esposto a firma del Comitato per la Privacy di Bruxelles, secondo il quale Facebook non avrebbe mai informato in modo chiaro gli utenti circa il metodo di raccolta dati utilizzato. Il vero nodo non è legato tanto alla navigazione su Facebook, quando a quella su siti esterni. Grazie ai famosi pulsanti “mi piace” e “condividi” del social network di Zuckerberg, infatti, Facebook è in grado di raccogliere i dati di navigazione anche quando un utente visita un altro sito, a patto che sia comunque loggato sul social.

Secondo la corte belga, il social network informa in maniera insufficiente gli utenti sulla raccolta dei dati e soprattutto non spiega come questi saranno trattati e per quanto tempo li memorizza. Inoltre, sempre secondo la corte belga, Facebook non ottiene il consenso dagli utenti per raccogliere ed archiviare queste informazioni.

Anche stavolta da Menlo Park le accuse sono state rispedite al mittente, con tanto di ricorso verso la decisione del tribunale.

Ricordiamo che i Paesi europei hanno ripreso Facebook più volte – e su più fronti – nel corso degli anni e Menlo Park sa che dovrà farsi trovare pronto per il prossimo 25 maggio, quando entrerà in vigore il Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati.

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