Tim, anche il cda ha autorizzato lo scorporo Tim, anche il cda ha autorizzato lo scorporo

Tim, anche il cda ha autorizzato lo scorporo

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Di un eventuale scorporo della rete Tim si parla ormai da mesi, ma finalmente è arrivato il via libera anche dei vertici: il Cda... Tim, anche il cda ha autorizzato lo scorporo

Di un eventuale scorporo della rete Tim si parla ormai da mesi, ma finalmente è arrivato il via libera anche dei vertici: il Cda di Telecom I. ha infatti conferito all’a.d. Amos Genish l’incarico di avviare l’iter formale per la notifica all’Agcom del progetto di separazione della rete di accesso fissa.

Sebbene i dettagli specifici del piano non siano stati rivelati, il Consiglio di Amministrazione di TIM ha svelato qualche piccola informazione aggiuntiva rispetto a quello che già si sapeva.

Il progetto, spiega una nota diffusa in tarda serata, prevede la creazione di una entità legata separata (Netco) controllata al 100% da Tim, proprietaria della rete di accesso e di tutta l’infrastruttura e dotata del personale necessario per fornire servizi all’ingrosso in maniera indipendente.

Per quanto riguarda i tempi il comunicato non fornisce particolari dettagli ma si limita a spiegare che il progetto di separazione volontaria della rete sarà comunicato ad Agcom secondo le procedure e le tempistiche previste dal Codice per le Comunicazioni Elettroniche.

Il piano triennale strategico 2018-2020 approvato mira a una vera e propria mutazione “genetica” della telco. DigiTim, questo il nome del piano, punta non solo a snellire l’organizzazione aziendale facendo leva sulla “cultura digitale” focalizzata sui risultati, ma anche e soprattutto a trasformare l’esperienza del cliente in un’esperienza, per l’appunto sempre più digitale anche grazie a offerte più ricche e frutto della convergenza media-tlc.

Il cda ha approvato anche i conti relativi al 2017. L’azienda ha chiuso l’anno in linea con le attese degli analisti, registrando un utile di 1,1 miliardi di euro, in crescita di 270 milioni rispetto all’anno precedente. I ricavi sono stati pari a 19,8 miliardi (+4,2% su anno), l’Ebitda di 7,79 miliardi (-2,6%rispetto al 2016) perché “sconta l’impatto negativo di oneri non ricorrenti per complessivi 883 milioni di euro principalmente connessi a processi di ristrutturazione”, si legge ancora nella nota.

Il Piano è stato presentato a poche ore dalla notizia di un aumento della quota azionaria in Tim da parte del fondo Elliot Management di Paul Singer che avrebbe un “pacchetto” intorno al 5%, ossia al di sotto della soglia “critica” da comunicare alla Consob. La mossa è stata giudicata da alcuni analisti come il tentativo di Singer di acquisire sempre più potere al punto da voler partecipare alla nomina dei consiglieri, potere che potrebbe esercitare in caso di possesso del 5% delle azioni.

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