Bollette dell’elettricità, ora si prescrivono in due anni Bollette dell’elettricità, ora si prescrivono in due anni

Bollette dell’elettricità, ora si prescrivono in due anni

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Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di parlare di bollette dell’energia elettrica, ed in particolare della spinosa questione secondo cui presto potrebbero essere i... Bollette dell’elettricità, ora si prescrivono in due anni

Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di parlare di bollette dell’energia elettrica, ed in particolare della spinosa questione secondo cui presto potrebbero essere i consumatori in regola a dover pagare le bollette arretrate di quelli morosi che non hanno mai saldato il loro debito.

Per fortuna c’è anche qualche novità positiva.

Dal 1° marzo 2018, gli operatori di energia elettrica non possono più mandare fatture con conguagli relativi a periodi superiori ai 2 anni. È quanto stabilito dall’autorità di settore Arera (ex Aeeg) con propria delibera, dando così attuazione a quanto stabilito dalla legge di bilancio 2018 in tema di prescrizione delle maxi bollette, ridotta da 5 a 2 anni. Nel caso in cui l’operatore non abbia fatturato o abbia fatturato un conguaglio per un periodo molto esteso, il cliente avrà quindi diritto a pagare solo gli ultimi 2 anni.

Questo vale per tutte le bollette con scadenza successiva al primo marzo: data a partire dalla quale l’operatore è anche tenuto a informare il suo cliente di questo nuovo diritto. Inoltre, l’utente può sospendere il pagamento in caso di bollette per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni, previo reclamo al venditore e purché l’Antitrust abbia aperto un procedimento per violazioni del codice del consumo. Se poi la pretesa della compagnia sarà accertata come illegittima, allora l’utente avrà diritto a un rimborso.

I motivi più diffusi che hanno dato origine negli ultimi anni all’invio di maxi-bollette ai clienti sono riconducibili essenzialmente ai seguenti fatti: rilevanti ritardi nella fatturazione di periodo da parte dei venditori (cd blocco della fatturazione), in genere per proprie carenze organizzative; il ritardo nell’effettuare i conguagli da parte dei venditori (cd. ritardo nel conguaglio); rettifiche dei dati di misura precedentemente forniti dal distributore e utilizzati per la fatturazione; perduranti, mancate letture del contatore.

Intanto ricordiamo che l’11 aprile è il giorno in cui decadono i vertici dell’Autorità per l’Energia (Arera) che decide sugli aggiornamenti delle tariffe, ogni tre mesi, per i clienti maggior tutela di energia elettrica e gas. Se mancherà il collegio, i prezzi potranno essere stabiliti autonomamente dalle utility, ma questo significa esporsi a diversi contenziosi. L’effetto potrebbe già vedersi nelle bollette del trimestre estivo, ma a sanare almeno temporaneamente la situazione potrebbe arrivare un decreto legge con cui andare avanti per altri due mesi.

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