Social network, cosa fanno gli italiani in rete? Social network, cosa fanno gli italiani in rete?

Social network, cosa fanno gli italiani in rete?

UncategorizedBusinessHardwareNewsSocialSoftwareVideoBrowserHostingTechInternetSistemi OperativiAntivirus & AntiSpywareWordpressAdslVideoGameTelefoniaEconomiaSalutePromoCasa & famigliaPuliziaAspirapolvereRobot aspirapolvereScopa elettricaCasaDeumidificatoreMaterassoUmidificatoreStiratura e cucitoFerro da stiroFerro da stiro con caldaiaMacchina da cucirePrima InfanziaBaby monitorCuocipappaPasseggino gemellarePasseggino leggeroPasseggino trioScaldabiberonSeggiolino autoGrandi elettrodomesticiLavatriceCucinaBevandeBollitoreCentrifugaEstrattore di succoMacchina da caffèMacchina da caffè a capsuleMacchina da caffè automaticaCotturaFornetto elettricoForno a microondeFriggitrice ad ariaRobot da cucina multifunzionePreparazione cibiFrullatoreFrullatore ad immersioneImpastatriceMacchina del paneRobot da cucinaTostapaneVaporieraPer conservareMacchina sottovuotoCura della personaCapelliArricciacapelliAsciugacapelliPiastra per capelliTagliacapelliRasatura & EpilazioneEpilatoreEpilatore a luce pulsataRasoio elettricoRegolabarbaCura della pelleSpazzola pulizia visoIgiene oraleSpazzolino elettricoBenessere & SportAerosolMisuratore di pressioneSaturimetroTempo liberoActivity trackerCardiofrequenzimetroCycletteTapis roulantTrolleyElettronicaAudio & videoAction camCasse bluetoothProiettoreTelecamera di sorveglianzaInformaticaEbook readerMonitorNotebookScannerStampanteStampante multifunzioneTabletCuffie e auricolariAuricolari BluetoothCuffie BluetoothAutoNavigatoreFai da teUtensiliAvvitatoreCompressoreSega circolareTrapanoTrapano avvitatoreGiardinoDecespugliatoreIdropulitriceTagliaerba 10 aprile 2018 redazione 0

Che passiamo progressivamente sempre più tempo, al di là di età sesso e ceto sociale, in rete è indubbio, ed in special modo sui... Social network, cosa fanno gli italiani in rete?

Che passiamo progressivamente sempre più tempo, al di là di età sesso e ceto sociale, in rete è indubbio, ed in special modo sui social media, ma naturalmente ogni esperienza di fruizione è diversa dall’altro, e i contenuti e le azioni compiute durante la navigazione son ben differenti e stratificate.

Blogmeter, società che si occupa di social media intelligence, come già lo scorso anno, ha provato a classificare cosa gli italiani fanno in rete con una ricerca che tenta di descrivere il rapporto tra gli italiani e i social media.

Basato su interviste a un campione di 1500 residenti nel nostro Paese di età compresa tra i 15 e i 64 anni e diversi anche per sesso e area geografica, lo studio mostra una pluralità di scopi, ma fortunatamente non sembra che siamo un popolo di guardoni e ficcanaso.

Blogmeter si è concentrato soprattutto sui “perché”: quali sono le motivazioni profonde che ci spingono ad usare i social? Per quale ragioni ne scegliamo taluni, piuttosto che altri? Quanto siamo influenzati dalle campagne di ADV? E quanto invece ci condizionano i cosiddetti influencer?

L’agenzia è arrivata ad identificare due tipologie di social: quelli di cittadinanza e quelli funzionali.

Ci sono social che usiamo più volte a settimana: questi sono i social di cittadinanza, che contribuiscono a definire le nostre identità di relazione. Tra questi, Facebook si conferma anche per quest’anno il maggiore rappresentante per l’84% degli intervistati. Altri rilevanti social di cittadinanza sono YouTube e Instagram – che cresce di ben il 6% rispetto all’anno passato (da 40% a 46%). Estremamente rilevante per le relazioni social è WhatsApp, che passa dal 91% al 94% di utilizzo quotidiano: per i consumatori WhatsApp è un social alla pari di altri, e non viene considerato un mero servizio di messaggistica.

Ci sono poi i social funzionali, che utilizziamo saltuariamente poiché soddisfano un need specifico e in questo caso, secondo i risultati della ricerca svolta da Blogmeter, i principali sono Trip Advisor e Facebook Messenger – i quali crescono entrambi del +4%, rispetto alla cifra registrata l’anno scorso.

Ma cosa ci facciamo su questi social? Qui la cosa si fa più interessante perché se il 42% degli intervistati ha dichiarato di limitarsi a leggere contenuti altrui, il 45% sostiene di fare tutto, leggere, scrivere e commentare, mentre il restante 13% è più concentrato su se stesso, scrivendo contenuti originali senza leggere molto quelli altrui.

Instagram è il social di riferimento per seguire le celebrity (in crescita rispetto al 2017); YouTube e Pinterest sono utilizzati per trovare nuovi stimoli e idee. Interessante la crescita di menzioni di Facebook Messenger (+7%) come canale per comunicare con le aziende.

La ricerca, però, ha provato a indagare soprattutto effetti e percezione della social media advertising: la maggior parte dei soggetti business, del resto, ha ormai capito l’importanza di prevedere una voce specifica del proprio media planning dedicata alla pubblicità sui socia.

Se si guarda all’esperienza utente ispirazione, inconsapevolezza e fastidio sembrano le tre direttrici entro cui si muove il rapporto con la social adv. Il 26% degli utenti Facebook e il 33% di quelli Instagram, infatti, considererebbe «fonte di stimoli» la pubblicità che trova sui social.

È interessante notare, come su questi social molti utilizzatori tendano a non distinguere l’ADV dai contenuti organici (ciò vale per 1 intervistato su 3).

È soprattutto su YouTube, invece, che la pubblicità sembra disturbare gli utenti: il 75% del campione di Blogmeter si è detto «infastidito» infatti dagli annunci che accompagnano la fruizione delle clip video.

No comments so far.

Be first to leave comment below.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *