Facebook, nuove regole per chi ha meno di 15 anni Facebook, nuove regole per chi ha meno di 15 anni

Facebook, nuove regole per chi ha meno di 15 anni

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Proprio nelle scorse ore abbiamo avuto modo di parlare di WhatsApp e delle indiscrezioni che stanno circolando insistentemente in rete: a partire da maggio,... Facebook, nuove regole per chi ha meno di 15 anni

Proprio nelle scorse ore abbiamo avuto modo di parlare di WhatsApp e delle indiscrezioni che stanno circolando insistentemente in rete: a partire da maggio, con l’entrata definitiva in vigore del nuovo regolamento europeo, la piattaforma potrebbe essere vietata ai minori di 16 anni.

E l’età diviene centrale anche per Facebook: dopo i recenti scandali che hanno travolto il social, cambiano le regole per i più giovani che intendono mettersi in contatto coi propri amici attraverso la creatura di Mark Zuckerberg.

Nello specifico, al centro del dibattito però è finito il problema che assilla milioni di genitori, la tutela dei minori di 15 anni. Tutti coloro che sono già iscritti a Facebook presto potrebbero ritrovarsi ad avere a che fare con le nuove regole che potrebbero chiamare in causa addirittura i genitori.

Sono migliaia infatti coloro che sono contrari all’iscrizione dei propri figli sul famoso social network, ma nonostante tutto gli adolescenti sono molto presenti in rete dove condividono con i loro coetanei tutti i propri interessi.

Si alzerà a 16 anni, passando dai vecchi 13, la possibilità di utilizzo di Facebook ma ad un’attenta analisi delle modifiche, come scrive La Repubblica, si scopre come il sistema sia pieno di falle.

Per un under-15 sarà fin troppo facile scrivere di avere 15/16/17 anni, quando in realtà ne ha 14/13 e via discorrendo. Chiunque potrà così iscriversi a Fb, aggirando questa semplice norma, falsificando la propria data di nascita e facendo finta di essere un adulto. Secondariamente, anche l’eventuale verifica sulla reale età del nuovo iscritto, risulta essere alquanto banale, se non addirittura disarmante: basta selezionare uno dei contatti di Facebook che il minore in questione ha indicato come genitori o parenti, chiedendo di dare il consenso a condividere informazioni sensibili, e il gioco è fatto.

Infine, la terza falla, vi è una nuova sezione per scaricare i propri dati, che però non saranno portabili su piattaforme simili: non sarà quindi possibile fare una ricerca incrociata dei dati dello stesso utente, per verificarne l’esistenza o comunque l’esattezza degli stessi dati.

In questi mesi intanto Facebook ha già iniziato a rilasciare una serie di strumenti dedicati a tutti e soprattutto ha deciso, in tempi diversi, di rendere disponibili le garanzie previste per i cittadini europei in tutti i mercati in cui è presente.

Ad esempio, consentirà di gestire al meglio in che modo le loro attività fuori dalla piattaforma vengano utilizzate per veicolare la pubblicità, favorire la rimozione di informazioni sensibili come preferenze sessuali e orientamenti religiosi e soprattutto tenterà di introdurre anche in Europa (e in Canada) il riconoscimento facciale, finora bloccato da una sentenza del regolatore irlandese datata 2012.

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