Tasse, le imposte sul patrimonio ammontano a 45 miliardi Tasse, le imposte sul patrimonio ammontano a 45 miliardi

Tasse, le imposte sul patrimonio ammontano a 45 miliardi

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Qualche giorno fa abbiamo appreso che anche la Spagna, che nella lunga congiuntura economica negativa partita dal 2008 ha sofferto come noi, ha ripreso... Tasse, le imposte sul patrimonio ammontano a 45 miliardi

Qualche giorno fa abbiamo appreso che anche la Spagna, che nella lunga congiuntura economica negativa partita dal 2008 ha sofferto come noi, ha ripreso a crescere a ritmo serrato e ben presto la sua crescita potrebbe essere giusto il doppio della nostra.

Dato, tra gli altri, che dovrebbe farci riflettere: il nostro paese ha bisogno di nuovi investimenti, di un aumento della domanda che deve diventare più significativo, ma come si può chiedere agli italiani di tornare a spendere quando metà dello stipendio va a finire in tasse ed imposte?

Le istituzioni internazionali come Ocse e Fmi, ma anche l’Europa, da tempo suggeriscono all’Italia di spostare il peso del Fisco dal lavoro al patrimonio, per cercare di ridare slancio all’economia e all’occupazione, ma  la Cgia di Mestre ha fotografato quanto già incide il Fisco sul “patrimonio” degli italiani.

Nel 2016, secondo i calcoli della Cgia gli italiani hanno  versato al fisco ben 45,4 miliardi di euro di imposte patrimoniali. “In poco più di 25 anni la loro incidenza sul Pil è raddoppiata, mentre in termini assoluti il gettito è aumentato di 5 volte”, dice uno studio.

Ma quante sono le imposte patrimoniali che paghiamo in Italia? «Sono una quindicina – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – anche se le due imposte che gravano sulle abitazioni e sugli immobili ad uso produttivo e commerciale, ovvero la Tasi e l’Imu, garantiscono quasi la metà del gettito complessivo. Nel 2017, ad esempio, per onorare questi due tributi le famiglie, le imprese e i lavoratori autonomi hanno versato oltre 20 miliardi di euro. Un po’ meno onerose, ma altrettanto invise dai contribuenti, sono le imposte di bollo, che includono anche il prelievo annuale di 34,20 euro sui conti correnti con depositi superiori ai 5 mila euro, quello del 2 per mille sugli strumenti finanziari e il bollo auto».

Le imposte patrimoniali considerate in questa analisi dall’Ufficio studi della CGIA per il periodo 1990-2016 sono: l’imposta di registro e sostitutiva; le imposte di bollo; l’imposta ipotecaria; i diritti catastali, Ici/Imu/Tasi, il bollo auto, il canone Radio Tv, l’imposta su imbarcazioni e aeromobili, l’imposta sulle transazioni finanziarie; l’imposta sul patrimonio netto delle imprese; le imposte sulle successioni e donazioni; l’imposta straordinaria sugli immobili; l’imposta straordinaria sui depositi; l’imposta sui beni di lusso.

In termini di gettito, le imposte più impegnative per i contribuenti italiani sono l’Imu e la Tasi: nel 2016 hanno garantito alle casse dello Stato e dei Comuni ben 21,2 miliardi di euro. Seguono l’imposta di bollo (6,8 miliardi di euro), il bollo auto (6,6 miliardi di euro) e l’imposta di registro (5,1 miliardi di euro).

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