Iva, il rincaro sarebbe veramente un salasso per le tasche degli italiani Iva, il rincaro sarebbe veramente un salasso per le tasche degli italiani

Iva, il rincaro sarebbe veramente un salasso per le tasche degli italiani

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Non è certo la prima volta che l’Iva viene ritoccata al rialzo, anzi, ma poche volte come stavolta i suoi effetti potrebbero essere così... Iva, il rincaro sarebbe veramente un salasso per le tasche degli italiani

Non è certo la prima volta che l’Iva viene ritoccata al rialzo, anzi, ma poche volte come stavolta i suoi effetti potrebbero essere così nefasti: proprio nel momento in cui l’economia italica dà i primi segni di ripresa e di recupero dei consumi, un aumento di questa tassa rappresenterebbe un salasso troppo duro da sopportare per la maggior parte delle famiglie italiane.

Nello specifico, l’aumento delle aliquote Iva rischia di alimentare una spirale recessiva che rischia di compromettere i segnali di ripresa dell’agroalimentare, dove i consumi interni sono ancora stagnanti, a fronte di una produzione in crescita, restano ancora al palo.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il pericolo dell’aumento dell’Iva riguarda beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie.

Costerà di più svegliarsi e fare colazione al bar o in casa, ma anche lavarsi il viso e i denti, prendere la macchina per andare a lavoro, mangiare un tramezzino al bar, andare dal parrucchiere o portare un abito in tintoria, pagare le bollette o trascorrere una serata al cinema o in pizzeria. Secondo il calcolo dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, con l’aumento dell’Iva ogni famiglia italiana subirà un incremento medio di imposta pari a 242 euro. Il rincaro sarà pari a 284 euro per famiglia al Nord, a 234 euro nel Centro e a 199 euro nel Mezzogiorno.

Più preoccupanti le previsioni elaborate dal Codacons, secondo cui il passaggio dell’Iva dal 10% all’11,5%, e dal 22% al 24,2%, darà vita ad una stangata che, solo per i costi diretti, sarà di +791 euro annui a famiglia, aggravio che raggiungerà i +1000 euro annui a nucleo se si considerano anche i costi indiretti.

Se non verrà disinnescato l’aumento, dal 2019 l’Italia sarà il paese con l’aliquota Iva ordinaria più elevata dell’area dell’euro. Dalla sua apparizione ad oggi sono trascorsi 45 anni. L’aliquota ordinaria dell’Iva, infatti, è stata introdotta per la prima volta nel 1973 e fino a quest’anno è aumentata 9 volte.

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