Facebook, maggiori responsabilità per gli admin delle pagine Facebook, maggiori responsabilità per gli admin delle pagine

Facebook, maggiori responsabilità per gli admin delle pagine

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Negli ultimi mesi Facebook è finita spesso nell’occhio del ciclone, per una serie di scandali accomunati da una sola questione chiave: la privacy. A... Facebook, maggiori responsabilità per gli admin delle pagine

Negli ultimi mesi Facebook è finita spesso nell’occhio del ciclone, per una serie di scandali accomunati da una sola questione chiave: la privacy.

A quanto pare Mark Zuckerberg e il suo team non riescono ad assicurare adeguata protezione ai dati sensibili dei propri utenti, dati che dallo stesso social verrebbero “rivenduti” persino ai grandi marchi della telefonia.

Ma in queste ore, sempre per quanto riguarda la delicata questione della tutela dei dati sensibili, arriva una sentenza destinata ad avere non pochi strascichi.

In sintesi, i giudici della Corte europea hanno stabilito la corresponsabilità per la tutela della privacy dei curatori delle pagine sul social network. Loro, infatti, possono ottenere dati statistici sui visitatori raccolti grazie a cookies associati agli utenti che consentono il monitoraggio del loro collegamento alla pagina.

“Per la Corte il fatto che l’amministratore di una fanpage usi la piattaforma fornita da Facebook per beneficiare dei relativi servizi non lo esonera dai suoi doveri che riguardano la protezione dei dati personali”, si legge.

Più nello specifico, tramite lo strumento “Facebook Insights” messo a disposizione degli amministratori delle fanpage dal social, questi raccolgono i dati sui loro visitatori con cookies attivi per due anni e salvati da Facebook su computer, tablet o smartphone. A ogni utente viene infatti associato un codice unico, e all’accesso alla fanpage questo consente di raccogliere ed elaborare i dati su comportamenti e preferenze legate al profilo Facebook. Agli utenti, però, non viene chiesto il loro consenso per la raccolta di questi dati.

La sentenza vede protagonista la tedesca Wirtschaftsakademie, società che offre servizi di formazione attraverso la sua fanpage su Facebook. L’autorità di vigilanza della privacy del Land dello Schleswig-Holstein aveva chiesto, già nel novembre 2011, di disattivare la pagina in quanto né la Wirtschaftsakademie né Facebook avevano informato i visitatori della fanpage che Facebook raccoglieva, mediante cookie, informazioni personali per poi elaborarle.

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