Tasse, il governo Conte punta alla pace fiscale Tasse, il governo Conte punta alla pace fiscale

Tasse, il governo Conte punta alla pace fiscale

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In queste ore il Governo Conte è ancora ufficialmente in forse, dovendo ottenere la fiducia dalle Camere, eppure gli intenti e i propositi sono... Tasse, il governo Conte punta alla pace fiscale

In queste ore il Governo Conte è ancora ufficialmente in forse, dovendo ottenere la fiducia dalle Camere, eppure gli intenti e i propositi sono già tanti, e tra tutti spicca la cosiddetta “pace fiscale”.

Matteo Salvini l’ha confermato lunedì sera: al di là dei tempi di avvio della flat tax(prima per imprese e partite Iva, poi per le famiglie), il primo provvedimento economico del governo Conte sarà quello che Carlo Cottarelli ha definito “ennesimo condono”.

Ai contribuenti con debiti nei confronti del Fisco verrà data la possibilità di aderire alla pace fiscale pagando una percentuale minima della cartella: l’importo dovuto verrà calcolato in base alla specifica situazione economica di ciascun soggetto ammesso alla procedura.

La pace fiscale è definita all’interno del Contratto di Governo Lega e M5S come un saldo e stralcio delle somme dovute e non pagate al fisco; la misura non avrà finalità di condono ma intende agevolare i contribuenti che, pur volendo, non potrebbero pagare i proprio debiti a causa di problemi economici.

Nel contratto di governo, anche su questa proposta, come per molte altre,  mancano i dettagli: si legge solo che l’obiettivo della pace fiscale è lo “smaltimento della mole di debiti iscritti a ruolo, datati e difficilmente riscuotibili per insolvenza dei contribuenti” mediante “un saldo e stralcio dell’importo dovuto in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica”.

Il senatore della Lega Armando Siri in un’intervista al Corriere della Sera ha però le idee chiare:  “Ci saranno tre diverse aliquote, pari al 25%, 10% e 6% della somma dovuta, a seconda delle condizioni in cui si trova il contribuente. Fisseremo anche un limite massimo all’ammontare della cartella sanabile. Molti aspetti, tra cui come valutare la “difficoltà economica”, vanno ancora decisi. Ma sicuramente uno dei criteri fondamentali sarà il reddito”.

Saranno considerati come parametri per calcolare l’importo dovuto la presenza di figli minori, il possesso dell’abitazione o l’affitto nonché ovviamente l’attività lavorativa e l’eventuale stato di disoccupazione o cassa integrazione.

Secondo gli ultimi dati, il carico totale lordo affidato a Equitalia ammonta a 1.058 miliardi di euro, ma le posizioni effettivamente lavorabili si riducono quindi a 51 miliardi di euro: il 5 per cento del carico totale lordo iniziale.

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