Bollo auto, potrebbe presto entrare in vigore quello europeo Bollo auto, potrebbe presto entrare in vigore quello europeo

Bollo auto, potrebbe presto entrare in vigore quello europeo

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Puntuale come del resto tutte le altre tasse ed imposte che le famiglie italiane devono sobbarcarsi, è in arrivo anche il bollo auto: vecchia... Bollo auto, potrebbe presto entrare in vigore quello europeo

Puntuale come del resto tutte le altre tasse ed imposte che le famiglie italiane devono sobbarcarsi, è in arrivo anche il bollo auto: vecchia o usata che sia, l’auto è infatti da mantenere e questa è una delle spese da mettere in conto.

Il bollo auto è una tassa regionale che pesa sulle spalle di tutti i proprietari di veicoli, tra cui appunto le automobili. È anche conosciuta come tassa automobilistica e – attenzione – non è un tributo che si deve sulla circolazione dell’auto, ma sul suo possesso.

Questo dazio si paga in base alla potenza (tenendo conto, nel caso di mezzi ibridi, solo dei kW del motore termico) e alla classe ambientale (Euro 0, 1, 2, 3, 4, 5 e 6) del veicolo. Potenza e classe ambientale del veicolo figurano sulla carta di circolazione, rispettivamente alla voce P.2 e V.9. La potenza può essere calcolata anche dividendo per 1,35962 il valore espresso in CV (se la potenza risulta superiore a 185 kW si paga il superbollo, cioè 20 euro, in aggiunta al bollo normale, per ogni kW eccedente la soglia, che si riducono a dodici dopo 5 anni dalla data di costruzione del veicolo, sei dopo 10 anni, tre dopo 15 e zero dopo 20 anni).

Il pagamento tardivo del bollo auto comporta sanzioni tanto più onerose quanto maggiore è il ritardo. La sanzione è pari allo 0,1% dell’importo originario per ogni giorno di ritardo (cui vanno sommati gli interessi legali) per pagamento entro 14 giorni dalla scadenza, dell’1,5% per pagamenti dai 15 ai 30 giorni dopo la scadenza (più gli interessi legali, ovviamente), dell’1,67% (più interessi legali) per pagamenti da 31 a 90 giorni dopo la scadenza, del 3,75% (più interessi legali) per pagamenti da 91 a 365 giorni dopo la scadenza.

Come abbiamo detto sopra, questa è una tassa regionale, ma qualcosa potrebbe presto cambiare: il bollo potrebbe addirittura diventare un’imposta europea.

La proposta di unificare il bollo auto europeo arriva dalla Commissione Trasporti del Parlamento europeo. La novità potrebbe, se tutto prosegue nell’ordine, entrare a regime nel 2026.

Ecco gli iter normativi previsti: la proposta della Commissione Trasporti di Strasburgo dovrebbe passare al vaglio del Consiglio europeo e ottenere l’ok dei 27 Stati membri. Eventualmente in caso di approvazione la prima fase di sperimentazione riguarderebbe i veicoli pesanti: dal 2023 il bollo europeo potrebbe quindi essere applicato ai furgoni che superano le 2,4 tonnellate di peso.

Le novità sul bollo auto potrebbero interessare in primis chi usa la macchina tutti i giorni per lavoro: la tassa infatti non sarebbe più calcolata in base alla potenza in Kw del motore bensì ai km percorsi. La ratio alla base del nuovo calcolo del bollo vuole che chi usa meno la macchina inquini meno e di conseguenza pagherà di meno: oltre a risparmiare sul bollo auto in questo caso si spende meno per la benzina.

Tuttavia, per poter utilizzare questo sistema, servirebbe implementare su ogni vettura un congegno (come l’esistente scatola nera) per registrare i km di percorrenza.

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