Internet, un nuovo trojan prova a colpire gli utenti bancari italiani Internet, un nuovo trojan prova a colpire gli utenti bancari italiani

Internet, un nuovo trojan prova a colpire gli utenti bancari italiani

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Se è vero che poter gestire tutte le proprie operazioni finanziarie e interfacciarsi con il proprio istituto di credito senza andare concretamente allo sportello... Internet, un nuovo trojan prova a colpire gli utenti bancari italiani

Se è vero che poter gestire tutte le proprie operazioni finanziarie e interfacciarsi con il proprio istituto di credito senza andare concretamente allo sportello è un indubbio vantaggio, è comunque vero che i pericoli di imbattersi in truffe e raggiri e molto maggiore.

Tra tutti i pericoli spiccano i numerosi malware e trojan che quotidianamente cercano di infettare i nostri device mobili, quelli che utilizziamo per connetterci con banca e posta, sottraendo le nostre credenziali e dati sensibili, col rischio di vedersi addirittura il conto svuotato.

Proprio in queste ore, ad esempio, l’  Italia è sotto attacco di nuova variante di un virus malevolo, un malware che si chiama Ursnif, capace di rubare password usate per l’home banking, gli acquisti online e la posta elettronica.

E’ stata individuata dai ricercatori di CSE, CybSec Enterprise, e funziona in questo modo: le vittime ricevono un’email con allegato un documento Word che richiede l’abilitazione di una serie di comandi che permettono la visualizzazione dello stesso. L’email contiene anche una discussione pre-esistente tra mittente e destinatario.

Il malware è programmato per sopravvivere e restare attivo anche al riavvio del computer, in questo modo il programma garantisce a se stesso la propria esecuzione ogni volta che il pc viene acceso. Analizzando il sito da cui viene scaricato – spiegano i ricercatori – si vede che all’interno è presente una sorta di collezione di campioni dello stesso malware e le statistiche di infezione per ogni file.

Il software dannoso riesce a operare in maniera completamente trasparente sia dell’utente sia del sistema operativo, per il fatto che riesce a iniettare il proprio codice all’interno del processo “explorer.exe” il quale è uno dei principali processi del sistema operativo di Microsoft e che ha il compito di gestire le finestre del sistema operativo stesso.

“In uno scenario in cui i virus evolvono conservando le caratteristiche delle versioni precedenti aggiornate per aggirare ed eludere l’individuazione da parte dei software di protezione, in caso di individuazione degli elementi dannosi è importante rivolgersi subito a degli esperti per disinnescare la minaccia”, esortano quindi i ricercatori di Cse Cybsec.

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