Tim, trovato un accordo sulle migliaia di esuberi Tim, trovato un accordo sulle migliaia di esuberi

Tim, trovato un accordo sulle migliaia di esuberi

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Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di parlare più volte di Tim, e non solo per la fatturazione a 28 giorni e i rincari... Tim, trovato un accordo sulle migliaia di esuberi

Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di parlare più volte di Tim, e non solo per la fatturazione a 28 giorni e i rincari conseguenti poi al ritorno alla fatturazione mensile.

Tim infatti ha annunciato un numero consistenti di esuberi e si è trattato assiduamente per evitare i licenziamenti: trattative spesso estenuanti che per fortuna sono culminate in un accordo siglate nelle scorse ore.

Nello specifico è stato trovato un accordo tra Telecom e sindacati per la gestione dei 4500 esuberi programmati dall’azienda: la cigs di 12 mesi per 29.736 lavoratori è stata tramutata in solidarietà difensiva, mentre gli esuberi strutturali previsti sono stati completamente assorbiti dall’utilizzo di strumenti volontari di uscita con l’utilizzo di prepensionamenti.

Le uscite volontarie – spiegano le organizzazioni sindacali – nel complesso sono potenzialmente 5.000 e saranno così articolate: circa 1.000 lavoratori saranno collocati in prepensionamento già nel 2018 con l’isopensione (un trattamento a cui accede il lavoratore che sottoscrive un accordo di esodo con prepensionamento a carico dell’azienda. Dal momento in cui smette di lavorare fino a quando matura la decorrenza della pensione, percepisce un importo mensile pagato dall’ex datore di lavoro ndr), nel biennio 2019-2020 potranno essere prepensionati i lavoratori che maturano il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2024-2025 rispetto ad una base esodabile individuata di massimo 4.000 unità.

A settembre 2018 sarà poi aperto un confronto sulla contrattazione di secondo livello. I temi centrali, in questo caso, saranno: la situazione dei livelli inquadramentali, il part time, le dinamiche economiche e normative della parte on field e lo smartworking.

«Ci sarà massima attenzione nel seguire le conseguenze di questo accordo, che dovrà essere approvato anche dai lavoratori con un referendum interno, un principio che sta alla base dei valori della forza politica che rappresento — ha detto il neo ministro del Lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio—. Riteniamo importante che siano state accolte le richieste delle sigle sindacali e che l’azienda si sia resa disponibile ad accettare un compromesso. Soprattutto, siamo soddisfatti del fatto che ci sia la disponibilità a individuare una formula per azzerare gli esuberi e, in ultima istanza, utilizzare strumenti non traumatici così da evitare di far piombare i lavoratori in situazioni difficili».

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