Nissan è coinvolta in un nuovo scandalo sulle emissioni Nissan è coinvolta in un nuovo scandalo sulle emissioni

Nissan è coinvolta in un nuovo scandalo sulle emissioni

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All’inizio è stata Volkswaghen a inciampare del chiacchieratissimo “Dieselgate” che le ha portato una miriade di problemi e soprattutto sanzioni da diversi mercati del... Nissan è coinvolta in un nuovo scandalo sulle emissioni

All’inizio è stata Volkswaghen a inciampare del chiacchieratissimo “Dieselgate” che le ha portato una miriade di problemi e soprattutto sanzioni da diversi mercati del mondo, poi a seguire molti altri colossi del mercato automobilistico sono stati scoperti a “barare” sulle emissioni nocive dei motori delle proprie vetture.

In queste ore tocca di nuovo a Nissan; di nuovo, perché non è neppure la prima volta che la casa automobilistica trucca le sue emissioni, rischiando pesantissime sanzioni.

Stavolta la stessa azienda automobilistica giapponese ha ammesso di aver falsificato i test anti inquinamento nella maggior parte degli stabilimenti nipponici.

Dal 2013 in poi sarebbero state valutate erroneamente 1.171 vetture tutte destinate al mercato interno. In una confessione fiume durante una conferenza stampa, la Nissan ha dichiarato di aver commesso altre irregolarità anche nei risultati dei test di conformità.

Più precisamente, le verifiche tecniche sono state condotte in difformità con quanto prescritto dal Ministero dei Trasportigiapponese in tema di condizioni climatiche, velocità di marcia e durata dei test. La stessa strumentazione adoperata per le verifiche era fuorilegge in quanto non calibrata in maniera consona agli standard. Le prime alterazioni risalgono a 5 anni fa, ma non è attualmente escluso che ci possano essere delle illegalità precedenti al 2013.

Il mea culpa di Nissan arriva alla fine di un’indagine interna avviata dopo che il costruttore aveva dichiarato, a ottobre 2017, delle irregolarità nei processi di omologazione dei propri veicoli: in pratica, la casa madre faceva certificare a personale non autorizzato (apprendisti non ancora abilitati dallo Stato) il superamento di alcuni collaudi obbligatori in Giappone.

Il costruttore auto si è scusato nuovamente coi propri clienti e partner commerciali, assicurando che sta lavorando per evitare il riproporsi di tali problemi.

Un precedente scandalo aveva già portato al richiamo di oltre un milione di automobili.

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