Fmi boccia le misure del nuovo governo Fmi boccia le misure del nuovo governo

Fmi boccia le misure del nuovo governo

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Il nuovo governo, formato dalla coalizione Cinque Stelle- Lega, sta riscuotendo, almeno in questi primi mesi, il favore del popolo, con il suo programma... Fmi boccia le misure del nuovo governo

Il nuovo governo, formato dalla coalizione Cinque Stelle- Lega, sta riscuotendo, almeno in questi primi mesi, il favore del popolo, con il suo programma pensato proprio per le fasce più deboli della popolazioni.

Un programma ricco di riforme, che però impensieriscono gli economisti: ci saranno le necessarie coperture economiche? Verranno realmente tutelati i più deboli?

Domande che troveranno risposte nel prossimo futuro, ma intanto anche il Fondo Monetario ha espresso la sua perplessità: dopo aver abbassato le stime di crescita per questo e per il prossimo anno, più basse della media europea, il Fondo monetario internazionale (Fmi) torna infatti a occuparsi dell’Italia descrivendo l’impatto del programma dell’esecutivo in carica.

In un rapporto sull’Eurozona l’istituto di Washington evidenzia come le politiche previste dal contratto gialloverde, se applicate nella loro interezza, andrebbero ad aggravare la situazione del debito italiano e propone alcune riforme prioritarie per il paese, dalla spinta alla concorrenza nei servizi pubblici fino all’introduzione di un salario minimo e alla promozione di politiche attive per il lavoro.

Innanzitutto, l’Italia deve introdurre un salario minimo nelle regioni, potenzialmente differenziato.

“Per l’Italia è prioritario varare riforme per l’incremento della concorrenza sui mercati di prodotti e servizi, l’aumento dell’efficienza del settore pubblico, la riforma del mercato del lavoro e della giustizia civile (…) assicurare un processo annuale di adozione di leggi a favore della concorrenza, con emendamenti anche su servizi pubblici locali, trasporti e servizi professionali e legali, ma anche di allineare i salari alla produttività, riducendo le disparità regionali sull’occupazione dando chiara priorità a contratti aziendali e introducendo un salario minimo nelle regioni, potenzialmente differenziato”, si legge.

Nelle raccomandazioni formulate dall’istituto guidato da Christine Lagarde trova spazio anche il tema della giustizia, quando si legge che per l’Italia sarebbe opportuno lavorare per “migliorare l’efficienza della giustizia civile, così da ridurre la lunghezza dei processi e il numero dei casi ancora in sospeso”.

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