Facebook, nuova grana da affrontare sul fronte privacy Facebook, nuova grana da affrontare sul fronte privacy

Facebook, nuova grana da affrontare sul fronte privacy

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Ancora una volta ci troviamo a parlare di privacy e di Facebook che, a quanto pare, tra tutti i colossi operanti sul mercato tecnologico,... Facebook, nuova grana da affrontare sul fronte privacy

Ancora una volta ci troviamo a parlare di privacy e di Facebook che, a quanto pare, tra tutti i colossi operanti sul mercato tecnologico, è quello che offre meno tutela.

Se nei mesi scorsi il re dei social network è stato travolto dallo scandalo di Cambridge Analytica, con i dati di 87 milioni di utenti che sono finiti troppo facilmente nelle mani di una società che potrebbe averli usati a scopi elettorali, un nuovo scandalo si profila ora all’orizzonte.

Nell’ottica di diventare anche una piattaforma di acquisti e vendite dunque, stando a quanto riporta il prestigioso Wall Street Journal, il colosso di Menlo Park avrebbe infatti chiesto ad alcuni dei maggiori gruppi bancari degli Stati Uniti di poter accedere ai dati bancari dei clienti, compresi quelli riguardanti le transazioni effettuate con le carte di credito.

Tra gli obiettivi di Facebook la creazione di una nuova app per mostrare agli utenti i movimenti del proprio conto corrente e aiutarli a scovare possibili truffe online. Un’altra parte degli accordi proposti avrebbe richiesto alle banche informazioni su dove i clienti spendono i loro soldi con le loro carte di credito e bancomat fuori dal circuito di Facebook, dove già adesso è possibile scambiare denaro attraverso Messenger .

Secondo il quotidiano statunitense, una delle banche americane coinvolte, probabilmente per timore di ripercussioni sull’immagine dell’istituto in fatto di tutela dei dati, avrebbe abbandonato le trattative nella fase iniziale. Mentre rimane poco chiaro il resto della vicenda.

Al momento non c’è nulla di ufficiale, ma il Wall Street Journal cita come origine della notizia fonti attendibili. In ogni caso per il momento la trattativa è ancora nelle prime fasi.

E Facebook, dal canto suo, attraverso una sua portavoce si difende: «Non usiamo i dati acquisiti dalle società bancarie per promuovere degli ad. Non abbiamo accordi speciali sottobanco con nessuno dei soggetti che operano nel mondo della finanza per scopi commerciali. Come altre compagnie digitali, parliamo periodicamente con le istituzioni di questo mondo per capire come migliorare l’esperienza degli utenti nelle transazioni commerciali sulla rete, come ad esempio la creazione di un miglior customer service».

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