Antitrust, nuova multa agli operatori per condotta aggressiva Antitrust, nuova multa agli operatori per condotta aggressiva

Antitrust, nuova multa agli operatori per condotta aggressiva

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Sono mesi ormai che le compagnie di telefonia mobili nazionali sono nell’occhio del ciclone, ed in primis nel mirino dell’Antitrust: prima la fatturazione a... Antitrust, nuova multa agli operatori per condotta aggressiva

Sono mesi ormai che le compagnie di telefonia mobili nazionali sono nell’occhio del ciclone, ed in primis nel mirino dell’Antitrust: prima la fatturazione a 28 giorni, poi le pubblicità ingannevoli, e ancora rincari ingiustificati e poca trasparenza sulle reali prestazioni delle proprie reti.

Diverse sanzioni sono già arrivate ai destinatari, che inutilmente stanno provando a difendersi in tribunale, ma proprio in queste ore arriva l’ennesima multa: Wind Tre, TIM e Vodafone sono state sanzionate dall’AGCM per aver inviato lettere di sollecito di pagamento a scopo di minaccia.

Dovranno pagare complessivamente 3,2 milioni di euro, considerata la condotta aggressiva in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo. Nello specifico Wind Tre 600mila euro, TIM 1,9 milioni di euro e Vodafone 800mila euro.

Nello specifico, i procedimenti istruttori hanno constatato l’esistenza di condotte aggressive tramite le quali le tre società inviavano ai clienti “presunti morosi” solleciti di pagamento che minacciavano l’iscrizione dei nominativi all’interno della banca dati S.I.Mo.I.Tel qualora non fosse stato saldato immediatamente il debito.

AGCM ritiene illecito il comportamento delle tlc in quanto la banca dati in questione non sarebbe ancora operativa, e dovrebbe riguardare comunque solamente i clienti “morosi intenzionali”.

I clienti contattati tramite avviso non rientrerebbero infatti all’interno di tale categoria in quanto non avrebbero tutti i requisiti richiesti per l’iscrizione alla banca dati stessa.

In definitiva, AGCM sostiene che la minaccia di iscrizione sia stata fatta a tutti i morosi, compresi quelli che lo sono a causa di contestazioni nei confronti dell’operatore stesso e, più in generale, nei confronti di tantissime persone che in ogni caso non avrebbero i requisiti per l’iscrizione.

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