Amazon, scioperano i corrieri in Lombardia Amazon, scioperano i corrieri in Lombardia

Amazon, scioperano i corrieri in Lombardia

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Colosso dell’e-commerce che ha fatto la sua fortuna sulla vastità dei prodotti offerti ma soprattutto sulla celerità delle consegne che ormai in molti casi... Amazon, scioperano i corrieri in Lombardia

Colosso dell’e-commerce che ha fatto la sua fortuna sulla vastità dei prodotti offerti ma soprattutto sulla celerità delle consegne che ormai in molti casi arrivano anche in giornata, Amazon dovrebbe considerare i suoi corrieri come la punta di diamante della sua impresa, ed invece a quanto pare eccessivi controlli e condizioni di lavoro quasi disumane fatto del settore quello peggiore in cui lavorare.

E così i corrieri lombardi hanno deciso di far sentire la loro voce. Dalle 5 di sabato mattina i corrieri del colosso hanno incrociato le braccia.

In totale, nella sede di Buccinasco ci sono circa 300 corrieri, i cosiddetti driver, che lavorano “in situazioni assurde”, lamentano. Al centro delle proteste, “condizioni inumane, ci trattano come macchine, siamo monitorati costantemente, non riusciamo neanche a fermarci per andare in bagno”.

I corrieri sollevano l’attenzione su “turni di lavoro massacranti, l’aumento del lavoro è stato esponenziale, ma le risorse non sono aumentate, quindi siamo spremuti – denunciano i sindacati di Filt-Cgil, presenti alla manifestazione di questa mattina –. Noi non siamo contro Amazon, ci piace lavorare, amiamo il nostro lavoro. Ma le condizioni non possono essere queste”.

“Dopo due anni di impegno e di lotte della Filt Cgil a fianco dei Corrieri che operano per le Società in appalto ad Amazon in Lombardia, sono stati raggiunti grandi risultati. Da una situazione totalmente fuori controllo, fatta di sub appalti, sfruttamento, false cooperative ed applicazioni contrattuali volutamente errate e illegali, abbiamo riportato legalità e trasparenza, ridotto la precarietà e fatto applicare correttamente il contratto collettivo nazionale del trasporto merci e logistica. Ora ci troviamo di fronte ad una crescita esponenziale dei volumi di attività di Amazon, con l’apertura di diversi nuovi Siti sul territorio lombardo e una perenne riorganizzazione imposta dal committente che ricade come un macigno sulle centinaia di lavoratori occupati nella filiera di Amazon”, spiega Emanuele Barosselli, segretario Lombardia Filt Cgil.

“Amazon deve capire – rimarca Barosselli – che i drivers rappresentano l’immagine stessa della multinazionale, sono uomini e donne che hanno il diritto ad una vita lavorativa sicura, con salari adeguati e un’organizzazione del lavoro equa e dignitosa”.

I driver chiedono quindi il ridimensionamento dei carichi di lavoro (oggi, spiegano i lavoratori, un Driver di Amazon consegna circa il doppio dei pacchi di un collega che opera per i principali player della logistica), un orario di lavoro chiaro con una decisa riduzione della flessibilità e del lavoro straordinario e un percorso che porti alla sottoscrizione di un accordo quadro di filiera. I driver chiedono inoltre un graduale, ulteriore miglioramento delle condizioni salariali, considerando gli enormi utili prodotti dalla filiera dell’e-commerce e interventi deciso in merito alla sicurezza sul lavoro.

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