Facebook ora rischia una multa miliardaria dall’Ue Facebook ora rischia una multa miliardaria dall’Ue

Facebook ora rischia una multa miliardaria dall’Ue

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Se già, dopo la massiccia violazione di profili degli utenti venuta a galla la scorsa settimana, i risvolti legati all’immagine sono stati notevoli, i... Facebook ora rischia una multa miliardaria dall’Ue

Se già, dopo la massiccia violazione di profili degli utenti venuta a galla la scorsa settimana, i risvolti legati all’immagine sono stati notevoli, i problemi non sono certo finiti: Facebook infatti ora rischia anche una multa miliardaria.

Secondo quanto riportato dal “Wall Street Journal”, il social network potrebbe pagare una multa pari a 1,63 miliardi di dollari in Europa a seguito dell’attacco hacker subito nei giorni scorsi che ha colpito circa 50 milioni di profili.

La commissione per la tutela dei dati irlandese – che è l’autorità primaria per la privacy su Facebook – ha chiesto nei giorni scorsi chiarimenti sulla natura dell’attacco. La multa scatterebbe nel caso in cui le autorità dovessero rinvenire qualche violazione delle norme europee.

In una dichiarazione pervenuta per email l’ente esprime “preoccupazione per il fatto che questa violazione sia stata scoperta martedì e riguardi diversi milioni di account utente, ma Facebook  non è in grado di chiarire la natura della stessa e il rischio per gli utenti in questa fase”.

Qualora i dati degli utenti vengano messi a rischio, il GDPR stabilisce che la società “responsabile” debba pagare un’ammenda pari a 20 milioni di euro o al 4% delle entrate complessive (la multa sarà pari al valore più alto tra i due): da qui il conteggio della multa di 1,63 miliardi di dollari che Facebook potrebbe essere chiamata a pagare. Lo stesso GDPR potrebbe tuttavia venire incontro all’azienda prevedendo uno sconto: se le violazioni vengono notificate all’autorità di regolamentazione entro 72 ore, la multa da pagare sarebbe “solo” pari a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato (anche in questo caso si considera la cifra più alta tra le due).

Sull’argomento si è espresso anche Mark Zuckerberg, che ha confermato di prendere molto sul serio la vicenda e ha tuttavia parlato di indagini sull’accaduto ancora in fase primordiale. Una portavoce di Facebook ha inoltre aggiunto che la società risponderà ai quesiti dell’autorità e terrà i regolatori informati su ogni novità.

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