Pace fiscale, le rate si potranno pagare in 5 anni Pace fiscale, le rate si potranno pagare in 5 anni

Pace fiscale, le rate si potranno pagare in 5 anni

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Ancora una volta ci troviamo a parlare di Pace Fiscale, uno degli argomenti più dibattuto negli ultimi mesi, ed ancora una volta, purtroppo, non... Pace fiscale, le rate si potranno pagare in 5 anni

Ancora una volta ci troviamo a parlare di Pace Fiscale, uno degli argomenti più dibattuto negli ultimi mesi, ed ancora una volta, purtroppo, non ci sono certezze dato che la Legge di Bilancio non è ancora stata approvata dal Parlamento, ma i dettagli e le indiscrezioni si fanno sempre più puntuali, delineando un quadro più nitido di quella che sarà la manovra annunciata dal governo.

Secondo la bozza che Il Messaggero ha potuto visionare, la nuova operazione di rottamazione, la terza dopo le due varate dai precedenti governi, porterà nelle casse dello Stato 11,1 miliardi di euro, 2,2 miliardi ogni anno per il prossimo quinquennio.

A queste somme, però, va sottratta la flessione del gettito ordinario dovuta proprio alla sanatoria. Alla fine nelle casse dello Stato entreranno 255 milioni aggiuntivi nel 2019, 1,2 miliardi nel 2020 e 1,7 miliardi nel 2021.

Il provvedimento consente il pagamento del debito fiscale pendente dal gennaio 2000, senza sanzioni e more, dilazionato fino al 2024.

La rottamazione-ter delle cartelle è più conveniente perché sono previste dieci rate da versare in cinque anni per chiudere definitivamente le questioni aperte con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Contemplata la domiciliazione bancaria dei versamenti.

Della nuova rottamazione versione 2019 potrà beneficiare anche chi ha aderito alla precedente rottamazione ma sarà necessario che venga pagata la rata di novembre. Il resto della cifra dovuta al Fisco sarà ricalcolato dagli Uffici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione che emetteranno i bollettini di pagamento nel rispetto delle nuove norme. Ne possono usufruire anche i contribuenti colpiti dai sismi dell’Italia Centrale degli anni 2016-2017. Il contribuente dovrà comunicare di voler aderire entro il 30 aprile.

La nuova versione della rottamazione non è l’unica novità del decreto. Una sanatoria è prevista anche sulle cosiddette «liti pendenti», ossia le dispute tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate davanti alle Commissioni tributarie. Se l’Agenzia delle Entrate è stata sconfitta in primo grado, il contribuente potrà chiudere la lite pagando il 50% di quanto richiesto dal Fisco. Nel caso in cui il contribuente abbia vinto anche in secondo grado, allora la lite potrà essere chiusa pagando il 33% del debito fiscale presunto.

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