Facebook, hackerati “solo” 29 milioni di profili Facebook, hackerati “solo” 29 milioni di profili

Facebook, hackerati “solo” 29 milioni di profili

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Il numero, notevolmente ridimensionato nelle ultime ore, dovrebbe tranquillizzare gli utenti, ma è veramente così? Noi onestamente ne dubitiamo, dato che comunque una consistente... Facebook, hackerati “solo” 29 milioni di profili

Il numero, notevolmente ridimensionato nelle ultime ore, dovrebbe tranquillizzare gli utenti, ma è veramente così?

Noi onestamente ne dubitiamo, dato che comunque una consistente violazione c’è stata e potrebbe ripetersi anche in futuro, ma il colosso social ci tiene a chiarire i numeri e a tranquillizzare tutti, in un periodo in cui per Mark Zuckerberg nulla sembra filare liscio.

Nello specifico, i dati di 29 milioni di persone sono stati compromessi nell’ultimo attacco hacker scoperto da Facebook due settimane fa. Lo ha reso noto la società in una conference call.

Guy Rosen, vicepresidente product management di Facebook, lo ripete più volte, nella conferenza stampa convocata all’ultimo minuto: “Stiamo lavorando con l’FBI, non possiamo fornire altre informazioni”.

“Per 15 milioni di persone, gli aggressori hanno avuto accesso a due serie di informazioni: nome e dati di contatto (numero di telefono, e-mail o entrambi, a seconda di ciò che le persone avevano sul loro profilo)”, si legge in un post. “Per 14 milioni di persone, gli aggressori hanno avuto accesso alle stesse due serie di informazioni e ad altri dati che le persone avevano sul loro profilo. Tra questi, nome utente, sesso, locale/lingua, stato delle relazioni, religione, città natale, città attuale, data di nascita, tipi di dispositivi utilizzati per accedere a Facebook, istruzione, lavoro, gli ultimi 10 posti in cui hanno effettuato il check-in o sono stati taggati, sito web, persone o pagine che seguono e le 15 ricerche più recenti”.

Menlo Park non dà invece ancora i dettagli sulla distribuzione geografica degli utenti colpiti o sull’identità degli attaccanti. A proposito della distribuzione geografica, invece, l’autorità irlandese per la privacy (cui Menlo Park riferisce per l’Europa) aveva parlato del 10 per cento di europei coinvolti, basandosi sulla cifra iniziale. Se la proporzione dovesse rimanere inalterata, si trarrebbe di tre milioni di cittadini del Vecchio Continente.

Il social network ha poi precisato che “il cyberattacco non ha riguardato Messenger, Instagram, Whatsapp, Oculus, Workplace”. L’Fbi indaga sul caso.

Dal canto suo, Facebook sostiene di non conoscere quali fossero le intenzioni degli autori dell’ultimo hackeraggio subito e di non avere elementi per pensare che l’attacco sia stato fatto in vista delle elezioni delle elezioni di midterm.

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