Condono fiscale, ecco chi ne potrà beneficiare Condono fiscale, ecco chi ne potrà beneficiare

Condono fiscale, ecco chi ne potrà beneficiare

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Dopo uno scontro politico a dir poco serrato, e nulla di certo al 100% dato che dovrà essere approvato in Parlamento questo famigerato “decreto... Condono fiscale, ecco chi ne potrà beneficiare

Dopo uno scontro politico a dir poco serrato, e nulla di certo al 100% dato che dovrà essere approvato in Parlamento questo famigerato “decreto fiscale”, si è arrivati a tirare le somme sul condono fiscale: salvo cambiamenti dell’ultima ora, ci sarà e coinvolgerà un’ampia platea di italiani, anche se non mancano aspre polemiche.

Qualora la norma passasse il vaglio parlamentare, da subito ci si potrà mettere in regola se si è ricevuto, entro l’entrata in vigore del decreto, un verbale di constatazione.

Il contribuente dovrà ripresentare la dichiarazione entro il 31 maggio 2019 e versare le imposte, senza sanzioni e interessi, in un’unica rata o in venti rate trimestrali, cioè in 5 anni. Sanzioni e interessi non si pagano nemmeno in caso di avviso di accertamento, di rettifica, di liquidazione o per gli atti di recupero notificati entro l’entrata in vigore del decreto legge, ma a patto che non siano stati impugnati.

Il condono coinvolge i contribuenti che, tra il 2000 e il 2010, hanno accumulato debiti relativi alle imposte sulla casa: Imu, Tasi e Tari. Il condono contiene, infatti, sconti fiscali che riguardano le mini cartelle fino a un importo di 1.000 euro. La soglia massima per mini cartelle che riguardano Imu, Tasi e tassa rifiuti è di mille euro. Questa soglia riguarda non solo le cifre iscritte a ruolo (tasse, contributi, multe stradali), ma anche gli interessi che derivano per il ritardo sui pagamenti.

I ruoli dal 2000 al 2017 possono essere estinti, senza sanzioni e interessi, con il pagamento del capitale e dell’aggio dovuto all’agente della riscossione in un’unica rata (entro il 31 luglio 2019) o in dieci. Le rate scadono il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno e sono quindi spalmate – anche in questo caso – in 5 anni, più convenienti rispetto alle precedenti definizioni agevolate.

Arriva anche il condono con la dichiarazione integrativa:  la misura riguarda gli importi celati al fisco negli ultimi 5 anni e consente di adeguare quanto non denunciato con una integrazione ‘speciale’.

Ci sono però dei paletti: innanzitutto niente scudi su riciclaggio e autoriciclaggio e nemmeno sulle imposte su immobili e capitali detenuti all’estero. Il condono riguarda solo chi ha già presentato la dichiarazione, consentendo un aumento del valore del reddito del 30%, con un tetto complessivo di 100 mila euro l’anno. Chi ha dichiarato meno di 100 mila euro potrà comunque sanare fino a 30 mila euro di imponibile non dichiarato. L’aliquota è del 20%.

Le nuove risorse arriveranno dal 2019 e saranno pari a 390,3 milioni, toccando il picco di 2.471,9 milioni euro nel 2021 e si finirà con 1.648,7 milioni di euro a decorrere dal 2028. Risorse che saranno scontate nei saldi della manovra di bilancio.

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