Censis, gli italiani covano rancore e non credono più nella ripresa Censis, gli italiani covano rancore e non credono più nella ripresa

Censis, gli italiani covano rancore e non credono più nella ripresa

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A tirare la corda, questa prima o poi si spezza: questo viene senza dubbio da pensare quando si pensa alla situazione attuale dell’Italia. Agli... Censis, gli italiani covano rancore e non credono più nella ripresa

A tirare la corda, questa prima o poi si spezza: questo viene senza dubbio da pensare quando si pensa alla situazione attuale dell’Italia.

Agli italiani è stato promesso che il paese sarebbe finalmente uscito dalla terribile congiuntura economica negativa inaugurata nel 2008, che la disoccupazione si sarebbe abbassata, che i giovani non sarebbero stati più costretti a migrare per trovare lavoro: promesse cadute nel vuoto, che hanno incattivito tutti ed hanno contribuito a far crescere insofferenza e rancore, verso la classe politica ma anche e soprattutto verso gli “alibi” di volta in volta creati, immigrazione in primis.

Il 52° rapporto Censis fotografa un’Italia “preda di un sovranismo psichico”. La popolazione percepisce le diversità altrui come un pericolo da cui proteggersi. “Il 69,7% degli italiani non vorrebbe mai come vicini i rom”, si legge nel rapporto, “il 69,4% non vorrebbe persone con dipendenze da droga o alcol. Il 52% è convinto che si fa più per gli immigrati che per gli italiani”.

Quella descritta è una Italia – spiega il Censis – alle prese con “un rabbuiarsi dell’orizzonte di ottimismo” e nella quale si accentuano “lo squilibrio dei processi d’inclusione dovuto alla contraddittoria gestione dei flussi d’immigrazione”. L’insicurezza sembrerebbe la parola chiave per descrive la nostra società, dove l’assistenza viene “interamente scaricata sulle famiglie e sul volontariato”, dove le istituzioni formative sono alle prese con “un vistoso calo di reputazione”, dove si accentua “il cedimento rovinoso della macchina burocratica pubblica e della digitalizzazione dell’azione amministrativa”.

Pochissima convinzione anche rispetto all’Unione europea: oggi secondo il Censis, il 43% degli italiani pensa che far parte delle istituzioni europee abbia giovato all’Italia contro una media del 68% nel resto del Vecchio continente.

L’Italia quindi sta andando “da un’economia dei sistema verso un ecosistema degli attori individuali, verso un appiattimento della società”, in cui “ciascuno afferma un proprio paniere di diritti e perde senso qualsiasi mobilitazione sociale”.

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