Google, il mistero dei soldi volati alle Bermuda Google, il mistero dei soldi volati alle Bermuda

Google, il mistero dei soldi volati alle Bermuda

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Nel corso del 2018 Google è stata spesso “tenuta d’occhio”: è finita nel mirino di parecchi stati, per diverse violazioni, soprattutto in ambito fiscale,... Google, il mistero dei soldi volati alle Bermuda

Nel corso del 2018 Google è stata spesso “tenuta d’occhio”: è finita nel mirino di parecchi stati, per diverse violazioni, soprattutto in ambito fiscale, con decine di milioni di euro indebitamente sottratti alla tassazione di svariati paesi.

Ed anche in queste ore arriva una nuova accusa: Google a quanto pare avrebbe trasferito dai Paesi Bassi ad una società schermo nelle Bermuda 19,9 miliardi di euro nel 2017, evitando così di pagare miliardi di tasse.

Nello specifico, il colosso ha trasferito in quello che è considerato un paradiso fiscale quattro miliardi in più rispetto al 2016, cifre che provengono dai conti annuali della società olandese Google Netherlands Holding, depositati presso la Camera di commercio dei Paesi Bassi alla fine del 2018.

La tecnica utilizzata per l’ottimizzazione fiscale sarebbe un combinato di “Doppio Irlandese” e “Sandwich Olandese”. Google, in pratica, avrebbe trasferito i ricavida da una controllata irlandese a una società olandese senza dipendenti, e poi a una casella postale alle Bermuda di proprietà di un’altra società registrata in Irlanda.

Accuse molto gravi, tutte da provare, ma non sarebbe neppure la prima volta che l’azienda viene colta in fallo.

«Paghiamo tutte le tasse dovute e rispettiamo le leggi fiscali in tutti i paesi del mondo in cui operiamo. Google, come le altre multinazionali, paga la maggior parte delle imposte sul reddito nel suo paese d’origine e abbiamo pagato un’aliquota fiscale globale effettiva del 26% negli ultimi dieci anni», la risposta piccata di Google attraverso un suo portavoce.

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