Rifiuti, ben 150 mila tonnellate sono solo elettronici Rifiuti, ben 150 mila tonnellate sono solo elettronici

Rifiuti, ben 150 mila tonnellate sono solo elettronici

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Ogni rifiuto non riciclato è un danno inestimabile per il pianeta Terra, già devastato da secoli di incuria da parte dell’uomo, che ha sempre... Rifiuti, ben 150 mila tonnellate sono solo elettronici

Ogni rifiuto non riciclato è un danno inestimabile per il pianeta Terra, già devastato da secoli di incuria da parte dell’uomo, che ha sempre preso e ben poche volte dato a quella stessa terra che pure gli dà da vivere.

Carta, vetro, umido, plastica: tutti i materiali, chi più chi meno, impattano sull’ambiente e richiedono persino decenni per essere smaltiti, ma tra i più inquinanti spiccano senza dubbio i rifiuti elettronici.

Rifiuti in costante crescita: sono infatti ben 105.516 le tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) provenienti dai nuclei domestici che ha gestito nell’anno appena passato da Ecodom, il principale Consorzio italiano di gestione di questi rifiuti.

Prevalgono lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni, cappe, stufe elettriche, boiler, microonde che rappresentano il 62% del totale; mentre il 35% è costituito da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione, la conservazione e il deposito di alimenti. Il restante 3% comprende monitor, tv e apparecchiature illuminanti.

“Il corretto trattamento dei RAEE ha consentito di recuperare quasi il 90% di materie prime seconde – afferma Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom – L’Europa però impone al nostro Paese traguardi sempre più sfidanti: nel 2019 il target di raccolta sarà pari al 65% dell’immesso sul mercato. E’ quindi indispensabile che lo Stato italiano intervenga per intercettare i flussi di RAEE gestiti al di fuori del controllo dei Sistemi Collettivi e che introduca sanzioni amministrative e penali commisurate all’entità sia dei profitti illeciti sia dei danni ambientali e sociali provocati”.

Il risvolto positivo del riciclo è molto significativo dal punto di vista ambientale: “Il corretto trattamento di questa tipologia di rifuti – ha spiegato il consorzio in una nota – ha permesso di risparmiare 111.441.572 kWh di energia elettrica, pari ai consumi elettrici domestici annui di una città di 105.034 abitanti (come Novara) e di evitare l’immissione in atmosfera di 785.091 tonnellate di anidride carbonica, come la quantità di CO2 che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 785 kmq (esteso quanto la provincia di Lodi)”.

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