Mario Draghi, l’economia europea è meno florida del previsto Mario Draghi, l’economia europea è meno florida del previsto

Mario Draghi, l’economia europea è meno florida del previsto

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Con la fine del Quantitative Easing Mario Draghi si aspettava, o forse voleva sperarlo a tutti i costi, che l’Europa sarebbe riuscita a trovare... Mario Draghi, l’economia europea è meno florida del previsto

Con la fine del Quantitative Easing Mario Draghi si aspettava, o forse voleva sperarlo a tutti i costi, che l’Europa sarebbe riuscita a trovare un proprio equilibrio economico e finanziario, con una crescita costante seppure non eccezionale.

Ma i suoi sogni si sono infranti contro la realtà: la zona Euro non cresce uniformemente e l’economia si è dimostrata molto più debole di quanto previsto.

“I recenti sviluppi dell’economia sono stati più deboli del previsto e le incertezze, legate in particolare ai fattori globali, rimangono importanti. Quindi non c’è spazio per l’autocompiacimento”, spiega Draghi intervenendo al Parlamento europeo. Secondo il presidente della Bce, “è ancora necessaria una significativa quantità di stimoli per la politica monetaria a sostegno dell’ulteriore rafforzamento delle pressioni sui prezzi interni e degli sviluppi dell’inflazione nel medio termine”.

Draghi sottolinea comunque che grazie all’euro sono arrivati “due decenni di stabilità dei prezzi”, che hanno restituito alla gente la “fiducia nel valore dei propri risparmi”, che è “una delle condizioni della prosperità”. Le economie europee sono oggi “integrate a un punto che non era immaginabile” quando l’Euro è stato pensato.

Secondo il presidente della Bce “non c’è alternativa” a un futuro di maggiore integrazione europea, ma ancora “molto lavoro deve essere ancora fatto”. In questo il Parlamento europeo ha un “ruolo fondamentale” nel guidare e disegnare il futuro dell’Ue: “Oggi – chiosa Draghi – il nostro dovere i completare quello che abbiamo avviato due decenni fa”.

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