Google Alphabet fa bene ma non abbastanza da convincere gli investitori Google Alphabet fa bene ma non abbastanza da convincere gli investitori

Google Alphabet fa bene ma non abbastanza da convincere gli investitori

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In questo momento di generale crisi, in primis del mercato degli smartphone ma che coinvolge anche indirettamente tutto il mondo tecnologico, c’è da sudare... Google Alphabet fa bene ma non abbastanza da convincere gli investitori

In questo momento di generale crisi, in primis del mercato degli smartphone ma che coinvolge anche indirettamente tutto il mondo tecnologico, c’è da sudare freddo per riuscire a rimanere a galla.

Anche quando i conti sono in positivo e la crescita non trascurabile, si rischia di non soddisfare le aspettative dei mercati, portando ad una diminuzione degli investimenti che si ripercuote poi sull’intero comparto, in un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

In queste ore sono stati resi noti gli ultimi dati inerenti Google Alphabet, numeri positivi che, però, non entusiasmano.

Parlando di cifre, Alphabet, la casa madre del re dei motori di ricerca Google, nel quarto trimestre del 2018 ha riportato utili per azione di 12,77 dollari contro i meno di 11 dollari attesi alla vigilia.

In cifre assolute i profitti netti sono stati di 8,94 miliardi, ma sono diminuiti sequenzialmente rispetto ai 9,19 miliardi del terzo trimestre.

Tuttavia ad attirare l’attenzione generale e a preoccupare sono le perdite nel ramo “Other Bets”, ovvero le scommesse per il futuro, che sono state in aumento. Nello specifico, le perdite finanziarie del ramo “other bets” sono state, a fine 2018, le peggiori negli ultimi due anni. Se da una parte gli introiti per azione hanno superato i target di Wall Streets, dall’altra le perdite operative delle “scommesse” per il futuro sono state di 1,3 miliardi di dollari.

Il fatturato netto di Alphabet è cresciuto del 23% nei tre mesi conclusivi del 2018 rispetto all’anno precedente, tuttavia i pagamenti nei confronti dei partner sono aumentati del 26%.

Qualche timore sulla redditività futura lo ha sollevato anche una flessione dei costi per click, misura del prezzo chiesto da Google ai suoi inserzionisti: sono scesi del 29% dall’anno prima e del 9% sequenzialmente.

Cauti timori, quindi, ma ben lontani dal poter far pensare a una crisi. Per l’intero anno scorso Alphabet ha infatti comunque registrato un giro d’affari in solido aumento a 136,82 miliardi dai 110 miliardi dell’anno precedente.

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