Fatturazione elettronica, ecco i primi numeri che paiono positivi Fatturazione elettronica, ecco i primi numeri che paiono positivi

Fatturazione elettronica, ecco i primi numeri che paiono positivi

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Lunedì è stato l’ultimo giorno utile per non incorrere in sanzioni e inviare la e-fattura al Sistema di interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle Entrate: come... Fatturazione elettronica, ecco i primi numeri che paiono positivi

Lunedì è stato l’ultimo giorno utile per non incorrere in sanzioni e inviare la e-fattura al Sistema di interscambio (Sdi) dell’Agenzia delle Entrate: come è andato questo primo banco di prova?

Il bilancio dell’Agenzia delle Entrate parla di un trend in forte ascesa con 228 milioni di file inviati da parte di oltre 2,3 milioni di operatori. Con gli invii del solo mese di febbraio è dunque più che raddoppiato il numero di fatture, dato che al 31/1 erano circa 100 milioni.

In totale, sono state rilasciate 7 milioni di deleghe per i servizi del sistema Fatture e corrispettivi, di cui 2 milioni tramite gli uffici delle Entrate e 5 milioni attraverso le altre modalità (area riservata del sito internet delle Entrate, pec). A quota 3,6 milioni, invece, le registrazioni dell’indirizzo telematico: si tratta del servizio che consente agli utenti di registrare l’indirizzo pec o il codice destinatario di 7 cifre al quale lo Sdi indirizza in maniera automatica tutte le fatture elettroniche. Sono 3,3 milioni, infine, le richieste di generazione del Qr code da mostrare al fornitore tramite smartphone, tablet o su carta, per consentirgli di acquisire in automatico i dati del cliente.

Anche se i dati tutto sommato sembrano positivi, le criticità non sono mancate, su tutto l’intero territori nazionale.

“Quello che avevamo previsto si sta verificando – ha ammonito il consigliere nazionale dell’Ordine dei dottori commercialisti con delega alla fiscalità, Gilberto Gelosa – la situazione in questo momento è complicata, ci sono problemi diffusi su tutto il territorio per l’invio delle fatture elettroniche e probabilmente la situazione potrebbe peggiorare perché il flusso aumenterà. Potrebbero esserci dei colli di bottiglia. La moratoria sulle sanzioni è il minimo sindacale”.

Ricordiamo che nel caso in cui le fatture di gennaio siano emesse in ritardo, si va incontro a sanzioni. Nello specifico, se la fattura è emessa dopo il 18 ma entro il termine della liquidazione successiva (ovvero il 16 marzo) si può beneficiare di una riduzione dell’80 per cento delle sanzioni. Se c’è un tardivo versamento dell’Iva, però, sarà applicata la sanzione piena (pari al 30%).

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