Google, sempre in prima linea contro le pubblicità ingannevoli Google, sempre in prima linea contro le pubblicità ingannevoli

Google, sempre in prima linea contro le pubblicità ingannevoli

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Come chiarisce anche l’ordinamento giuridico italiano, la pubblicità ingannevole è “qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, sia idonea ad indurre in errore le... Google, sempre in prima linea contro le pubblicità ingannevoli

Come chiarisce anche l’ordinamento giuridico italiano, la pubblicità ingannevole è “qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, sia idonea ad indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo, sia idonea a ledere un concorrente”.

Se questa tipologia di pubblicità compare ovunque, sui giornali, in televisione e persino sui manifesti, è in rete che prolifera senza sosta e troppo spesso senza controllo.

Ma Google, per fortuna, continua a battersi in prima linea: come fa sapere la stessa società nel report periodico Trust and Safety Ads,  solo nel 2018 ha bloccato 2,3 miliardi di annunci pubblicitari ingannevoli o pericolosi, oltre 6 milioni al giorno.

Quasi 207.000 erano annunci per la rivendita di biglietti, oltre 531.000 di prestiti per cauzioni e circa 58,8 milioni legati ad attività di phishing.

Google ha spiegato anche di aver sventato una grande operazione di frode pubblicitaria in collaborazione con Fbi e la società di cybersecurity White Ops: con il nome in codice ‘3ve’, l’operazione usava tattiche sofisticate per sfruttare data center, pc infettati, domini fraudolenti e siti falsi.

Ricordiamo che per individuare gli annunci malevoli Google si affida a un mix di segnalazioni provenienti da un proprio team e strumenti di Intelligenza Artificiale, che col tempo sono diventati sempre più sofistiucati e quindi in grado di riconoscere sempre più potenziali minacce.

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