Banche, ecco quanto costa “mantenere” un ad Banche, ecco quanto costa “mantenere” un ad

Banche, ecco quanto costa “mantenere” un ad

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Ci sono certamente lavori più ambiti di altri, sia per quanto riguarda le specifiche mansioni, ma anche e soprattutto per lo stipendio percepito a... Banche, ecco quanto costa “mantenere” un ad

Ci sono certamente lavori più ambiti di altri, sia per quanto riguarda le specifiche mansioni, ma anche e soprattutto per lo stipendio percepito a fine mese.

Tradizionalmente, poi, le banche sono abbastanza magnanime con i propri dipendenti, ma stando ad una recente indagine, è con i propri amministratori delegati che gli istituti di credito non badano certo a spese.

Nello specifico, secondo quanto emerge da una analisi delle retribuzioni dei vertici bancari effettuata dall’ufficio studi del sindacato First Cisl (Federazione Italiana Reti dei Servizi del Terziario), il sindacato dei lavoratori delle banche, delle assicurazioni, della finanza, della riscossione e delle authority nato nel 2015 dall’unione di Fiba Cisl e DirCredito, servono 123 anni a un dipendente di Intesa Sanpaolo per guadagnare la cifra incassata in un solo anno dall’amministratore delegato.

Il banchiere più pagato è il capo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che nel 2018, sommando tutte le varie voci retributive, incluso il fair value dei compensi in azioni, ha guadagnato quasi 5,7 milioni di euro, contro i 5,5 di un anno prima: sono poco più di 15.500 euro al giorno, mentre una figura media di Intesa Sanpaolo è pagata giornalmente 126 euro.

Tra i vertici delle cinque grandi banche italiane, il meno pagato è l’amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, che, per effetto della disciplina europea degli aiuti di Stato, ha avuto 489 mila euro contro gli 1,1 milioni del 2017, passando da 22,6 a 10,4 retribuzioni annue medie dei dipendenti del gruppo.

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