Petrolio, il barile vola nuovamente sopra i 60 dollari Petrolio, il barile vola nuovamente sopra i 60 dollari

Petrolio, il barile vola nuovamente sopra i 60 dollari

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Se in questi giorni vi siete recati a fare rifornimento di carburante, vi sarete senz’altro resi conto dei rincari che hanno interessato tutti i... Petrolio, il barile vola nuovamente sopra i 60 dollari

Se in questi giorni vi siete recati a fare rifornimento di carburante, vi sarete senz’altro resi conto dei rincari che hanno interessato tutti i principali marchi.

Per ora si tratta di pochi centesimi, ma la paura è come sempre quella che gli aumenti non si fermino poi così presto.

E la paura è fondata, se non altro perché anche nei mercati internazionali è tornato a salire il prezzo del barile di greggio.

Martedì 9 aprile, ad esempio, il petrolio si è spinto a nuovi massimi prima di cedere a fattori ribassisti. Il Brent ha raggiunto un picco di 71,34 dollari al barile, il Wti ha toccato quota 64,79 dollari, in entrambi i casi un record da novembre scorso, salvo poi cedere circa mezzo punto percentuale verso fine seduta.

Tutta colpa della guerra in Libia, con le truppe del generale Khalifa Haftar che sono vicine a conquistare Tripoli: un importante terminal petrolifero nei pressi di Tripoli rischia di essere tagliato fuori a causa dei combattimenti nella capitale. Ciò potrebbe impedire l’accesso fino a 300.000 barili di petrolio al giorno.

Ma pesa anche la scelta dei maggiori produttori che stanno tagliando la produzione.

L’OPEC infatti sta riducendo, intenzionalmente e non, l’offerta di petrolio. Undici dei quattordici membri del gruppo si sono uniti a dieci membri non OPEC (noti come OPEC+) per puntare a 1,2 milioni di barili di produzione al giorno in meno di quanto prodotto nell’ottobre 2018.

In ogni caso le previsioni per i prossimi giorni continuano a prevedere rialzi: Goldman Sachs vede il petrolio Brent e Wti rispettivamente a 66 dollari al barile ed a 59,50 dollari nel 2019 contro una stima precedente a 62,50 dollari (per il Brent) e 55,50 dollari (per il Wti). La banca d’affari americana ha aggiornato al rialzo le previsioni di prezzo medio per tenere conto del calo della produzione dei paesi dell’Opec e per le nuove sanzioni a Iran e Venezuela.

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