Deutsche bank, per fortuna non ci sono esuberi in Italia Deutsche bank, per fortuna non ci sono esuberi in Italia

Deutsche bank, per fortuna non ci sono esuberi in Italia

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Come hanno ripetuto tutti i media internazionali, quella che la banca tedesca si prepara ad affrontare sarà la più radicale ristrutturazione nella storia dell’istituto... Deutsche bank, per fortuna non ci sono esuberi in Italia

Come hanno ripetuto tutti i media internazionali, quella che la banca tedesca si prepara ad affrontare sarà la più radicale ristrutturazione nella storia dell’istituto fondato a Francoforte 150 anni fa: si concluderà fra tre anni con 6,7 miliardi «risparmiati» e la distribuzione di 5 miliardi di dividendi agli azionisti.

Il progetto è quello di tornare a produrre utili modificando il proprio modello di business concentrandosi sui finanziamenti alle aziende tedesche e abbandonando il modello americano che ha portato a sgretolare il mito stesso dell’affidabilità teutonica.

Ristrutturazione che prevede anche una miriade di sacrifici, ma per prima cosa, come abbiamo avuto modo di dire anche noi, corposi tagli di personale: su 97 mila dipendenti ben 18 mila verranno licenziati.

Per fortuna però non Italia non sono previsti licenziamenti.  A dare l’annuncio è stato il sindacato First Cisl dopo un incontro con il chief country officer della banca, Flavio Valeri, che ha parlato con le rappresentanze.

“Registriamo positivamente – dice la segretaria nazionale di First Cisl, Sara Barberotti – che Valeri abbia smentito ricadute occupazionali. È positivo, inoltre, che sia stata accolta la nostra richiesta di proseguire nella fase d’ascolto. Quanto al tema sensibile delle politiche commerciali, Valeri si è detto disponibile al confronto nel corso del road show che intende compiere tra le filiali di Deutsche Bank Italia. Apprezziamo – ha proseguito Sara Barberotti – il progetto di rilocalizzare il business sull’attività core di banca a sostegno dei territori, ma ci chiediamo come ciò possa avvenire se si procede alla chiusura di filiali e, di conseguenza, alla riduzione del personale”.

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