USA, la black list accoglie anche imprese italiche USA, la black list accoglie anche imprese italiche

USA, la black list accoglie anche imprese italiche

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Per i pochi che non ne avessero ancora sentito parlare, in America esiste una lista nera formata dalle aziende cui è vietato collaborare con... USA, la black list accoglie anche imprese italiche

Per i pochi che non ne avessero ancora sentito parlare, in America esiste una lista nera formata dalle aziende cui è vietato collaborare con i residenti USA senza una licenza speciale rilasciata dalle autorità.

Non è certo una novità assoluta, ma è salita alla ribalta delle cronache perché il presidente Donald Trump vi ha recentemente inserito il colosso cinese Huawei: una mossa azzardata, tanto che il ban è stato sospeso per tre mesi ed è stata recentemente attuata una nuova proroga.

Ma non è certo l’unica impresa inserita: sono contenute infatti colossi ed imprese di varie dimensioni ed importanza di tutto il mondo, Italia compresa.

Tra le 46 “entità” finite nella lista nera del Commercio Usa figurano infatti anche Huawei Italia e il centro ricerche di Milano, uno degli 11 laboratori colpiti a livello globale. I

l laboratorio di Milano, citato nell’apposita sezione del sito web del Dipartimento del Commercio Usa, è importante perché è stata la prima struttura di ricerche globale, guidata da uno dei più noti scienziati della compagnia, Renato Lombardi, impegnato nello studio delle tecnologie delle microonde usate nella comunicazione mobile e satellitare.

Dal canto suo Huawei “si oppone alla decisione del Dipartimento del Commercio Usa di aggiungere ulteriori 46 filiali alla cosiddetta Entity List. La decisione, in questo particolare momento, ha motivazioni politiche e non ha nulla a che vedere con la sicurezza nazionale. Tali azioni violano i principi di base della competizione sul libero mercato e non rispondono all’interesse di nessuno, neanche a quello delle aziende statunitensi”.

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