Obsolescenza programmata: addio ma a che costo? Obsolescenza programmata: addio ma a che costo?

Obsolescenza programmata: addio ma a che costo?

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Negli anni abbiamo avuto modo di parlare spesso di obsolescenza programmata, una politica commerciale diretta a limitare il ciclo di vita di un bene... Obsolescenza programmata: addio ma a che costo?

Negli anni abbiamo avuto modo di parlare spesso di obsolescenza programmata, una politica commerciale diretta a limitare il ciclo di vita di un bene sia mediante canoni di progettazione che ne rendano impossibile o eccessivamente costosa la riparazione sia tramite l’immissione sul mercato di versioni tecnicamente più evolute.

Il fenomeno è particolarmente avvertito nel settore della telefonia e degli elettrodomestici: inutili le cure anche maniacali che si possono riservare ai propri device, presto o tardi smetteranno in automatico di funzionare o di farlo in modo efficiente.

Ma ora tutto potrebbe cambiare grazie a un disegno di legge: esiste infatti un disegno di legge presentato al Senato che mira a modificare il codice del consumo al fine di identificare e limitare le conseguenze della cosiddetta obsolescenza programmata di un bene.

La nuova legge per come è attualmente redatta interverrebbe sul Codice del consumo innalzando la durata della garanzia di conformità fino a 10 anni per i nuovi elettrodomestici di grandi dimensioni e 5 anni per quelli di piccole dimensioni. Anche il riconoscimento automatico di tale diritto, senza oneri di prova, sarebbe innalzato a un anno dall’acquisto – rispetto agli attuali 6 mesi.

Prevista anche una novità per la disponibilità delle parti ricambio, dopo la cessazione della produzione: 7 anni per le parti funzionali di prezzo superiore ai 60 euro, 5 anni per quelle inferiori ai 60 euro e 2 anni per quelle estetiche e non funzionali.

La nuova norma non piace naturalmente ai produttori, primo tra tutti Samsung, che immediatamente ha reso note le sue considerazioni.

In generale il colosso non si dice contrario alle possibili nuove regole in materia, ma chiede però che siano “precise ed equilibrate”.

Samsung ha tenuto a specificare che le procedure di aggiornamento dei software sono calibrate abilmente in modo da non impattare sul funzionamento degli smartphone. E chiede che un costruttore di smartphone come di altri prodotti elettronici sia sanzionato dalla legge italiana solo quando viene dimostrata la sua volontà di danneggiare un bene.

In merito all’estensione della garanzia di 5 anni e addirittura 10 anni per i grandi elettrodomestici, Samsung non riesce a capire in che modo venga stabilita la differenza tra le due categorie e, soprattutto, aggiunge: “I prezzi dei prodotti potrebbero plausibilmente aumentare significativamente, a detrimento del consumatore”.

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